martedì 8 novembre 2016

Recensione: "IL PRINCIPE DELLE TENEBRE" di Mark Lawrence.







Genere: Fantasy
Editore: Newton Compton
Pagine: 416
Prezzo: € 4,99 (ebook )
Uscita:  09 giugno 2016








Sinossi

La Regina Rossa è vecchia ma i re del Broken Empire la temono come nessun altro. Durante il suo regno ha affrontato una lunga guerra, combattuta segretamente, contro poteri più forti di qualsiasi nazione, con in palio qualcosa di più della semplice conquista territoriale e del vile oro. L’arma più grande in suo possesso è La Sorella Silenziosa, invisibile ai più e mai nominata da nessuno. Il nipote della Regina Rossa, il principe Jalan Kendeth – bevitore, giocatore d’azzardo, sciupafemmine – è uno dei pochi in grado di vedere La Sorella Silenziosa. Decimo nella linea di successione al trono e felice della sua condizione di re minore, fa finta che l’orribile vecchiaccia non ci sia. Ma la guerra è alle porte: alcuni testimoni affermano che un esercito di morti viventi è in marcia, e la Regina Rossa ha convocato la famiglia per difendere il regno. Jal pensa che sia semplicemente una voce, nulla che lo riguardi. Ma si sbaglia di grosso… 





Secondo me Il principe delle tenebre si pone nel filone fantasy dello “sword and sorcery”. “Spada e stregoneria” (significato letterale) sono infatti gli ingredienti principali a cui si associano altri elementi identificativi del genere, ovvero l’ambiente medievaleggiante fantastico, l’avventura, il viaggio e la presenza di creature sovrannaturali. Menzione speciale per l’ambientazione, che mi ha sorpreso: un’Europa futura, immersa in uno stato medioevale inventato dall’autore, che allude alle condizioni più note come se si fossero sfaldate. Sono presenti, per esempio, riferimenti al Cristianesimo e alla geografia sociale attuale. La cartina iniziale spazza ogni dubbio.
Ho apprezzato il protagonista. Il suo carattere si accorda al filone fantasy più recente, che stravolge la concezione dell’eroe nobile di spirito. Infatti il principe Jalan è un ventenne perspicace e sarcastico, ma è indolente, codardo, dedito al vizio dell’azzardo e dei piaceri carnali. Mi è piaciuto per la sua complessità umana che lo rende un personaggio particolare. La storia è narrata dal suo punto di vista. Mi ha divertito il suo modo di analizzare le situazioni, anche le più pericolose. Il viaggio che compie può essere inteso come un percorso di formazione perché lo valorizza e lo rende più assennato, ma non snatura la sua indole “ribelle”. Al suo fianco c’è un personaggio che non si può non amare: il vichingo Snorri è l’antitesi di Jalan, guerriero, fiero e con senso dell’onore. Per un bizzarro scherzo del destino (o voluto dalla magia?) si ritrovano legati da un sortilegio che concede a Jalan il potere della Luce, condannandolo ad affrontare “la coscienza del bene”, e a Snorri la forza dell’Oscurità, che lo esorta ad ascoltare la parte più oscura di sé. Ho adorato il legame che si instaura tra loro e il modo in cui si sviluppa. Il loro viaggio li porta a scoprire e a sfidare i motivi del sortilegio. Motivi che iniziano a delineare un intrigo complesso, in un vortice macabro di tasselli che si incastrano e che riprende la lotta ancestrale tra Bene e Male. In questo intrigo prevale la magia nera. La storia è quindi intrisa di avventura, tra conquista e sopravvivenza, scontri brutali al limite dell’horror, stregoneria, incontri e rivelazioni, colpi di scena, territori che possono rivelarsi amichevoli o infidi. Un avviso: se preferite una trama semplice e con pochi personaggi, questo romanzo non fa per voi.
Lo stile rispecchia il temperamento di Jalan: colloquiale, sarcastico e deciso; è come un flusso di pensieri e sentimenti che filtra la realtà. Questa scelta mi ha suscitato maggiore partecipazione per la vicenda ed il protagonista.
Ma attenzione: essendo il primo volume di una serie, risente della spiegazione iniziale del contesto (che viene mostrato piuttosto che descritto) e la storia resta in sospeso.
Consiglio questa lettura come New Adult / Adult, agli appassionati del fantasy sia classico (per l’intreccio in stile “sword and sorcery”) che moderno, a chi predilige letture lunghe e articolate. A me ha appassionato, a tratti l’ho trovata avvincente, come nella fase finale, “da brividi”. Presumo che lo scenario si farà sempre più tragico, ma sono curiosa di conoscere la risposta definitiva al mistero del sortilegio che lega Snorri e Jalan.









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