domenica 13 novembre 2016

Recensione in Anteprima: "L'ULTIMA PRIMAVERA DI KORE" di Aina Sensi.







Genere: Erotico con ambientazione mitologica
Editore: Delos Digitals
Collana: Senza Sfumature
Pagine: 39
Prezzo: € 2,99 (ebook)
Uscita: 15 Novembre 2016







Sinossi:
Brunilde è la nuova giovane regina delle Amazzoni, il popolo di temibili guerriere che abita nella Scizia.
Nihiri appartiene a un popolo sottomesso, quello dei Gargarensi e sa stare al suo posto, nel rispetto della volontà delle semidee. Ma da quando viene scelto da Brunilde per portare a termine il suo rito di iniziazione, l’unico posto in cui accetta di stare è accanto a lei.
Schiacciati tra due società monogenere, fra le quali sono ammessi solo incontri sessuali occasionali, Nihiri e Brunilde tentano di portare avanti quella che è la cosa più vicina a una relazione stabile. Due mesi l’anno è l’unico tempo che possono concedersi, a meno di stravolgere del tutto il loro mondo.

L’autrice: Aina Sensi è lo pseudonimo con cui una donna e una mamma scrive senza inibizioni.
I suoi racconti spaziano su un arcobaleno di sensazioni, dal rosa, al porpora, al nero, con l’intento di esplorare e condividere quelle esperienze, desideri, traumi che le scatenano un brivido dentro; sensazioni che inesorabilmente la rappresentano, perché anche se ambientate in un genere fantasy, fantascientifico o mitologico, non si può scrivere di qualcosa che non si è mai provato.
Aina non è altro che la sintesi di quelle briciole di amore, dolore, frustrazione, desiderio, disseminati in ogni storia; ogni racconto è autobiografico nelle emozioni che trasmette.
Di questa autrice potete leggere anche Quel solo bacio e Copacabana sul blog La Mia Biblioteca Romantica.

Abstract
Brunilde sa che le Amazzoni si accoppiano due mesi l’anno solo per procreare, che non esistono relazioni fisse con quelli che ai loro occhi sono esseri inferiori. Ma Nihiri, con la sua timida dolcezza, riesce a conquistarla creando un legame speciale. Un legame che va contro tutte le regole sociali del loro mondo.





Nonostante l’ambientazione mitologica greca, la frase che mi viene in mente se penso a questo racconto è: “Amor vincit onmia”, l’amore vince su tutto.
La storia raccontata è quella di Brunilde, neo regina delle Amazzoni, e di Nihiri, giovane abitante del paese nel quale risiede la Regina.
La tradizione impone che le amazzoni, per procreare, ogni anno a primavera si accoppino con uomini diversi. Chi genererà una bambina, la terrà con sé facendola diventare una guerriera; chi genererà un maschio, lo cederà al paese limitrofo facendolo diventare così un lavoratore. 
Quello che accade tra Brunilde e Nihiri è un evento raro: la regina si infatua di questo giovane e lo cerca, anno dopo anno.
Brunilde sembra una bambina capricciosa, in un primo momento, ma pagina dopo pagina scopriamo che è solo una donna. La bellissima chioma rossa intimorisce e affascina, ma non è uno strumento che usa per ammaliare, anzi sembra esserne quasi inconsapevole. La sua forza è la guerra,  la battaglia e, senza dubbio, il coraggio. Tuttavia, ognuna di queste caratteristiche non fa che evidenziare la sua umanità e il suo buon cuore.
Nihiri è giovane e inesperto. In un mondo come quello raccontato, in cui gli uomini sono utili solo al lavoro e all’accoppiamento, il ragazzo si trova spiazzato e confuso. L’essere scelto dalla Regina in persona lo emoziona tanto da renderlo ancora più insicuro.
Il legame che nasce tra i due è lo specchio di quanto l’animo di Nihiri sia pulito, e la sua crescita fisica rispecchia l’evoluzione morale e del suo valore di uomo.
Il sesso tra i due è più emozionante che rovente, nonostante l’autrice lasci intendere che i due facciamo fuoco e fiamme tra le lenzuola. Viene messo in risalto l’amore più del piacere stesso e questa è una cosa che ho apprezzato immensamente.
Lo stile è un po’ complesso: specchio della società di cui si narra, senza essere però di difficile comprensione. All'inizio è poco scorrevole, ma con il proseguire della storia anche il ritmo della narrazione si scioglie.
Sicuramente un romanzo più lungo dovrebbe essere strutturato in maniera diversa, ma essendo un racconto la narrazione acquista un valore tutto particolare!





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