sabato 12 novembre 2016

Recensione: "KAFKA SULLA SPIAGGIA" di Haruki Murakami.





Genere: Narrativa 
Editore: Einaudi 
Collana: Super ET
Pagine:
 514
Prezzo: € 6.99 (e-book); € 15.00
Uscita:  28 maggio 2013









Sinossi:

Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Diversi personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Òshima, l'androgino custode di una biblioteca; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. "Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo".



Murakami è uno scrittore che è in grado di conquistarti anche con la sua lista della spesa.

Kafka sulla spiaggia è un libro che tra sogno e realtà riesce a coinvolgere fino all’ultima riga.
Per chi conoscesse già Haruki Murakami, e per chi ancora no (male, molto male!) saprà, che molti dei suoi romanzi, si sviluppano su due linee parallele. Due piani differenti in cui i personaggi che apparentemente non hanno nulla in comune, capitolo dopo capitolo, si avvicinano sempre più per incontrarsi. In questo caso però, lo scrittore mi ha stupito facendo in modo che i protagonisti non si incontrassero, ma subissero l’effetto farfalla.
A ogni azione corrisponde una reazione e Tamura Kafka e Nakata lo sanno molto bene. Il primo è un ragazzo forte e determinato che decide di scappare di casa, il secondo un anziano signore che dopo uno strano evento impara a comunicare con i gatti, ma perde la capacità di interagire con il mondo. Apparentemente sconnesso e banale, Murakami riesce a costruire una trama profonda e ricca di significato. Un libro che una volta chiuso riesce a farti riflettere.
Tra l’onirico e il surreale, le parole hanno la grazia e l’eleganza di ammaliare e condurre il lettore in un viaggio che lo porterà tra le strade e i bellissimi paesaggi del Giappone.
Oltre ai due protagonisti, facciamo conoscenza di Ōshima, un bibliotecario, Saeki, donna affascinante che coordina la biblioteca dove Tamura una volta fuggito di casa si rifugia, Hoshino, un camionista, e Corvo, alter ego di Tamura, con il quale spesso comunica attraverso la telepatia (altro riferimento a Franz Kafka e al termine "cornacchia", che in ceco si scrive kavka).
Tutto il romanzo ruota attorno a una profezia, pronunciatagli dal padre: "ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre e tua sorella" (riferimento al complesso di Edipo), questo perché il giovane Kafka è stato abbandonato dalla madre da bambino e vuole delle risposte.
Un ragazzo di soli quindici anni maturo come un uomo e un vecchio ingenuo come un bambino riescono, grazie al talento di Murakami, a stregare e conquistare anche il lettore più diffidente.








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