lunedì 14 novembre 2016

Recensione: "L'ALTRA METÀ DEL MONDO" di Gabrielle Zevin.





Traduttore: Chiara Brovelli
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 350
Prezzo: € 16,60 (cartaceo) - € 9,99 (ebook)
Uscita: 12 maggio 2016








Sinossi:
Vorrei tanto che tu avessi avuto più tempo per stare con tua madre. Così ho deciso di raccontarti del mio viaggio a Margarettown. Margarettown è la città dove è nata e cresciuta, ed è un luogo molto speciale, perché è abitata solo da donne. La prima volta che ci sono andato, quando io e Margaret ci siamo fidanzati, ho incontrato Mia, una giovane ribelle e appassionata di arte e di pittura, proprio come te. Poi ho conosciuto Marge, una donna amareggiata e profondamente delusa dagli uomini, e May, una bambina straordinariamente brillante. In tutte loro, ho ritrovato alcuni tratti della creatura sfuggente e misteriosa di cui mi sono innamorato; perché Margaret non era solo mia moglie o tua madre. Margaret è stata May, poi Mia, e sarebbe diventata Marge se non avessi implorato il suo perdono per gli errori che ho commesso… Ecco perché voglio parlarti di Margarettown: per aprire una finestra sul cuore di Margaret, in modo che tu la veda non più solo come madre, ma che ne possa apprezzare ogni sua minima sfaccettatura. In fondo l’amore è proprio questo: imparare a conoscere l’altro al di là del ruolo che riveste nella nostra vita e accettarne ogni difetto e ogni capriccio.



Questo libro secondo me è magico. Lo stile narrativo utilizzato è coinvolgente.
Un padre, una figlia, uno scambio epistolare. Il racconto dell’incontro con la madre, del modo in cui si sono conosciuti, frequentati e innamorati ovviamente.
La descrizione fatta dal padre a Jane non è certo il solito mieloso racconto di una storia d’amore comune, direi ordinaria, bensì l’unione tra un uomo e una donna che va affrontato, a parer mio, con un certo grado di apertura mentale.
Mia cara Jane, l’amore vero non ruba niente, o lascia le persone intatte; in realtà è come un bambino che conosce una sola parola: mio.”
Una storia che è anche una fiaba, almeno nella parte iniziale della relazione. Tutto ha inizio da una magica estate in una cittadina altrettanto “incantata”: un uomo, una donna e una famiglia tutta al femminile formata da personalità di ogni genere.
Prima di incontrare tua madre, Jane, il mio cuore era un seme. Un nonnulla piccolo e bizzarro, piuttosto simile ad uno spermatozoo solitario.”
Un romanzo che è una lode all’amore, alla complessità dell’animo umano, alle persone che si racchiudono in ciascuno di noi: ciò che siamo, che siamo stati, che saremo in futuro.
L’amore è nei dettagli come questi, Jane; se non fosse così, ti acconteresti di qualsiasi persona con due gambe”.
Consigliato alle anime più sensibili.





1 commento:

  1. Sono d'accordo su tutto - nella mia recensione di qualche mese fa ho scritto che questo libro non va letto con la mente, ma con il cuore e con l'anima.

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