lunedì 12 dicembre 2016

Recensione: "COME FOGLIE SUL FIUME" di Cristina Bruni.






Genere: M/M
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 265
Prezzo: € 5,99 (ebook)
Uscita: 19 agosto 2016










Sinossi:

Seth Cohen è una giubba rossa della Royal Canadian Mounted Police, in un piccolo villaggio nei pressi del confine tra Canada e Alaska. Ha diversi chili di troppo e un passato che lo ha segnato nel profondo e ha chiuso il suo cuore all’amore. Tutto cambia quando, al villaggio, arriva Cole Danner, giornalista di Vancouver. Tra i due inizia una bella amicizia e Seth pian piano si innamora di Cole. Il sentimento lo sconvolge, non solo perché Cole è un uomo, ma perché questi è fermamente intenzionato a distruggere la corazza dietro cui Seth si nasconde.



Non vedere ciò che non esiste, non desiderare ciò che non puoi avere. Sei solo un ragazzone sciocco e grasso.”
Questa è la voce di Seth, il protagonista timido e introverso di questo romantico libro.
Seth che crede di essere solo un ragazzone grande e grosso, ovvero grasso.
Più che altro questo è quello che gli hanno fatto credere il padre, i compagni di scuola, l'unica ragazza con cui è uscito al liceo.

Un uomo di trent'anni buono e generoso, che non ha molta fiducia in se stesso, pur essendo un pilastro fondamentale per la collettività di cui fa parte.
Seth è un sergente della Reale Polizia Canadese a Cavallo, una giubba rossa di Hana, una piccola cittadina al confine tra l'Alaska e il Canada.
Non ha una famiglia ad attenderlo, né amici - tranne il suo ex capo – per cui Seth ha deciso di dare un colpo di spugna alla propria vita trasferendosi lì e ricominciare tutto da capo, ma le speranze si infrangono contro il muro della sua inadeguatezza. Purtroppo i lunghi periodi di dileggi sul suo aspetto fisico hanno affondato le loro radici in profondità, minando la sua autostima. Chi non ha mai avuto problemi con la bilancia, o con lo specchio, faticherà a capire cosa prova Seth; io, invece, lo capisco benissimo, non rappresentando lo stereotipo della donna magra che va di moda. Sono entrata subito in sintonia con lui: stessa giovinezza, stesse paure, stesse critiche. Anche se, in tutta sincerità, devo ammettere di non essere buona quanto Seth.

Seth non è né brutto né grasso, ma la ferita che è stata inferta al suo cuore quando era un adolescente non lo rende obiettivo verso se stesso; non riesce a confidarsi né a fidarsi di nessuno, preferendo rifuggire i rapporti per la paura di nuove ferite.
Seth si paragona spesso al grande fiume che scorre nella cittadina, lo Yukon, e devo dire che il paragone è azzeccato:

Lo Yukon correva senza sosta verso il suo fine ultimo, destinato a sboccare nel gelido Mare di Bering. Con passi lenti e incerti, Seth si allontanò dal cottage, gli occhi sempre rivolti a quel grande fratello della natura. «Hai forse timore di tuffarti nel mare, amico mio?» bisbigliò al
fiume, le labbra tese in un sorriso amaro. «Provi un misto di paura e desiderio? Io sì, lo provo. Ho paura di gettarmi nella vita. Eppure lo desidero così tanto…»”

Seth sarà gettato nel fiume della vita dall'incontro con Coleson, il bel giornalista dagli occhi neri come l'onice, attirato ad Hana da una falsa pista su presunti sacrifici compiuti da una setta religiosa.
Cole è bello e generoso al pari di Seth e, appena posa lo sguardo su di lui, ne rimane stregato.
Le perplessità di Seth nei riguardi di Cole lo destabilizzano, ma l'amicizia sboccia comunque e, pian piano, si evolve in un sentimento più profondo, ma minato dai pregiudizi di Seth.

Capì che Cole era speciale, ma non come lo intendevano gli altri abitanti del villaggio. Non era soltanto l’estraneo venuto dalla grande città. A lui, Coleson arrivava in profondità, colpendolo al centro del cuore con la maestria del più abile degli arcieri e propagando energia ed emozioni ovunque. Cole Danner era un ciclone che stravolgeva il concetto che Seth aveva sempre avuto di “ordinario”, lasciandolo turbato e in balia di una felicità sconosciuta che colpiva nel profondo. E stava iniziando a credere che, se si fosse avventurato sino nell’occhio di quel ciclone, vi avrebbe trovato la verità su se stesso. Avrebbe voluto urlargli “Vattene via, trova un altro posto per la tua pausa di riflessione lontano dal tuo ex”, ma anche “Rimani qui, sino a quando anche l’ultima stella nel cielo morirà”.

La parte drammatica del libro non ruota intorno all'accettare la nuova sfera della sessualità di Seth, non ci sono personaggi omofobi nel libro, neanche concittadini e colleghi. La vera prova per Seth è quella di accettarsi per quello che èncomplice anche lo stile di vita molto naturalistico della pittoresca cittadina di Hana.
Inoltre c’è un terzo protagonista, ed è la natura selvaggia del continente nord americano descritta splendidamente dall'autrice. MI ha conquistata al punto da farmi venire voglia di visitarlo per vedere la famosa Aurora Boreale.

Cristina Bruni riesce sempre a conquistarmi, per me il suo nome è garanzia di un libro dolce, ma anche profondo, che sa regalarmi amore e speranza.






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