venerdì 2 dicembre 2016

Recensione: "NADIR" di Paola Gianinetto.





Genere: Fantasy
Editore: EmmaBooks
Collana: Shadows
Pagine:
Prezzo:  € 4,99 (ebook)
Uscita:  25 gennaio 2017











Sinossi:

Nadir Azrel Ikdayen è un distillato di odio e vendetta. Vampiro membro del Consiglio degli Antichi, è un killer freddo e spietato che da secoli dispensa morte in silenzio, un’ombra tra le ombre dell’effimera esistenza umana. L’unica donna con cui danza è la signora con la falce; le uniche emozioni che conosce sono il desiderio e il possesso, perché nella sua oscura esistenza non c’è posto per l’amore.Quando incontra Rayane, ballerina brasiliana che si esibisce in un locale di striptease, Nadir rivede in lei la bambina che secoli prima aveva perso la vita per causa sua, la piccola umana che aveva restituito un cuore al Capitano Nero per poi portarglielo via morendo. Quella per cui aveva giurato di essere un dio. La passione per la vita di Rayane, il suo coraggio e la sua determinazione non hanno alcuna speranza di far breccia nell’animo di un essere votato alla violenza, capace soltanto di annientare, dominare, sottomettere.A meno che il potere dell’amore, così grande da spingerla all’estremo sacrificio, non sia abbastanza forte da regalare un nuovo cuore a chi ha perduto il suo per sempre.





 Il primo amore non si scorda mai, e tra questi principi vampiri Kyler resta sempre il mio preferito. Devo dire, però, che Nadir è un ottimo secondo!
Di cosa sto parlando?  Ma dei vampiri di Paola Gianinetto!
Questa saga ha la possibilità di tenerci compagnia ancora per molto tempo e di farci conoscere sempre più a fondo questi potenti esseri. Gli Antichi sono vampiri centenari che hanno smarrito la loro umanità e, solo grazie a donne forti e caparbie, tornano ad amare.
Abbiamo conosciuto Patrick, Liam e ora ci dedichiamo al gigante nero, allo spietato assassino Nadir.

«Tu sei un dio?»
La vocina era così sottile che avrebbe potuto essere scambiata per uno dei gemiti emessi dal vento che sfiorava le vele come le mani di un amante. Ma lui la sentì e finalmente aprì gli occhi. La luce della luna era ancora più abbagliante.
«No» rispose senza curarsi di rendere la sua voce meno profonda, meno roca. Meno terrificante. «Non lo sono.»
«Peccato.»

Nadir ha volontariamente spento ogni scintilla di umanità per sopravvivere a un grande dolore, una grande delusione. Uomini e vampiri per lui sono ormai ombre, oggetti che usa, plasma, manipola nell’indifferenza più totale con una sola eccezione:  la discendenza di una piccola bambina che con la sua sola costante presenza aveva riacceso un piccolo fuoco tra un ghiaccio centenario. 
Proprio quella discendenza, però, non solo ha spento definitivamente quel fuoco, ha anche eretto intorno a quel cuore un muro impenetrabile fatto di paura.
Nadir lo ha costruito per proteggersi, per non dover soffrire ancora. Sono trascorsi così anni, decenni in cui ha vissuto giorno per giorno cibandosi solo del suo potere al fianco di Gabriel, un altro antico. Gabriel è l’esatto opposto di Nadir: biondo, fanciullesco, quasi affettato nei modi ma, nonostante il suo aspetto quasi angelico, emana un freddo potere, incute un rispetto immediato anche tra i suoi simili.  Così diverso da Nadir ma così uguale, ne rappresenta un perfetto alter ego tanto che, leggendo i passati romanzi, per loro mi ero figurata un destino diverso dalla semplice ma importantissima e fortissima amicizia che li lega.
L’altra metà della mela per Nadir è Lilith, o meglio Rayane.
Rayane fa la spogliarellista e si trova a dover affrontare un evento che la costringe a fare scelte importanti, e la presenza di Nadir al suo fianco le salverà la vita.
Rayane discende da quella bambina tanto cara a Nadir e lui è legato a lei da quell’obbligo di protezione che si è autoimposto.
Il loro rapporto, tuttavia, prenderà un percorso diverso e decisamente sconvolgente.

Premendo con le mani contro di lui, lo avvicinò alla propria bocca, che si aprì per accoglierlo. Nadir gettò la testa all’indietro e urlò tutta la sua impotenza, mentre l’alone di luce che lo circondava esplodeva, abbagliante.
Aveva perso la sua prima battaglia.

Rayane si differenzia dalle precedenti protagoniste femminili della serie. Non subisce la volontà altrui, le sue scelte sono sempre volontarie.
Il gigante nero è incantato dalla bella Rayane e, pur rifiutando le proprie emozioni per gran parte del libro, alla fine verrà  travolto da una sensualità e  un carattere che resterà nella storia di questa serie.
Rayane è solo un’umana, una semplice donna che metterà al tappeto un fortissimo signore vampiro. Maschi, non sottovalutate la forza delle donne!

«Puoi picchiarmi quanto vuoi» recitò, e Nadir si sentì come se l’avesse preso a pugni nello stomaco, finché non si rese conto che lei stava ripetendo le parole che lui le aveva detto quando era stato sul punto di perderla, «puoi urlarmi contro, insultarmi, pregarmi fino a perdere la voce, ma finché non ti avrò convinto che ti amo, che non ho paura e che ti voglio per sempre, non lascerò che mi allontani da te.»

La storia d’amore si inserisce nel prosieguo delle vicende che legano i romanzi della serie e vedono i membri del consiglio impegnati contro un nemico invisibile, forte e determinato a causare la loro distruzione e quella dell’intera razza vampira.
In questa storia si inserisce un personaggio nuovo, potentissimo, deciso a salvare questo mondo che considera il suo parco giochi: il millenario Freyr.
Il suo ruolo non è ancora definito. Combatterà a fianco o contro i signori vampiri?

Ne va della vostra sicurezza, perché lo sapete bene quanto me: se il cattivone sono io, siete fottuti in partenza. Modestamente parlando.

Il finale di questo romanzo ci fa pregustare un seguito succoso: ci rivediamo in Italia.
Paola fa in fretta!





1 commento:

  1. Damiana, come sempre le tue recensioni mi incantano: non sarai un vampiro anche tu? :) Grazie di cuore!

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