domenica 4 dicembre 2016

Recensione: "PRIMA CHE FACCIA BUIO" di Laura Pellegrini.









Genere: Romanzi Rosa
Editore: Gilgamesh Edizioni
Pagine: 480
Prezzo: 1,99 ebook/ 15,00 cartaceo
Uscita: 30 Novembre 2016








Sinossi:
Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita.
Sullo sfondo di una guerra, dove i sentimenti pare non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi.
Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità, dove incontrarsi, amarsi, volersi.
Gianluca e Manaar, un soldato e un medico volontario. Ordine e istinto. Guerra e pace.




Già uscito in versione self publishing all'inizio dell'anno, dopo il successo ottenuto “Prima che faccia buio” di Laura Pellegrini viene riproposto dalla casa editrice Gilgamesh edizioni.
La storia in sé è semplice: un uomo e una donna appartenenti a mondi diversi, uniti da una situazione critica, in questo caso la guerra in Libano, scoprono di appartenersi nonostante una serie di ostacoli, più o meno insormontabili.
Iniziamo a parlare dei personaggi, secondo me la parte 'forte' del romanzo.
Manaar, giovane dottoressa volontaria, non esita a mettere a rischio la sua vita per aiutare le popolazioni colpite dall'orrore della guerra, a maggior ragione se la guerra in questione si svolge in Libano, sua terra natia. La famiglia della donna, infatti, è riuscita a mettersi in salvo fuggendo in Italia e a Manaar è rimasto questo senso di 'tradimento' nei confronti del suo paese, che cerca di alleviare offrendo il suo aiuto a chiunque ne abbia bisogno, senza discriminazioni. La sua dedizione per le missioni umanitarie le ha fatto trascurare molti aspetti della sua vita, prima tra tutte l'amore.
Gianluca, detto Skyfall, è una testa di cuoio, un soldato che ha l'amore per l'ordine e la disciplina inscritti nel sangue da generazioni. La passione per il suo lavoro e un mai sopito senso di colpa nei confronti di un commilitone rimasto ucciso lo tengono lontano da qualsiasi legame, fino a quando i suoi occhi si posano sulla bella dottoressa.

Ho combattuto ovunque, sparato a nemici invisibili, di notte, di giorno, in mezzo al deserto o in territorio urbano, eppure non riesco a combattere lei.

Da lì nasce una lotta interiore per tenerla lontana dai suoi pensieri e dal suo cuore, non esitando a comportarsi da vero str... ehm cafone!
Ma ben presto scopre che i sentimenti non possono che esplodere creando fuochi d'artificio. La guerra, tuttavia, non è uno scherzo e a farne le spese sarà proprio il legame nato tra i nostri due eroi.

Le mani nella polvere, gli occhi sull’orizzonte. Il sole sta tramontando sulla distesa di sassi e terra che circonda il campo e il silenzio è quasi assordante. L’impalpabilità della sabbia con cui gioco distrattamente, mi ricorda quanto la vita possa essere effimera. Come un granello di questa terra che si appiccica alle dita, basta un soffio di vento per scacciarlo via.

Il romanzo è raccontato in prima persona a punti di vista alternati, offrendoci i pensieri e i sentimenti di entrambi i protagonisti. Lo stile di Laura Pellegrini è molto lineare e scorrevole e, prendendoci per mano, ci conduce nel deserto libanese quasi con gentilezza. Ben presto ci troviamo immersi nella vita del campo profughi, a partecipare agli scherzi tra commilitoni, a dormire con loro nelle brandine scomode, a vivere con loro le paure di eventuali attacchi terroristici.
L'attrazione istintiva e immediata che colpisce Manaar e Skyfall ci travolge con la sua adrenalina e ci troviamo a tifare per questa bellissima coppia.

«Tornerai da me?» domanda. Gli occhi lucidi che mi fissano.
Vorrei dirle “tornerò sempre da te”, ma non ho questo potere. ‘Sempre’ e ‘tornerò’ sono due parole troppo difficili da gestire nel casino che è la mia vita.
«Prima che faccia buio» dico.

La nota un po' debole, a mio avviso, è stata la scarsa descrizione dello stato di guerra e il mancato chiarimento di alcune dinamiche, soprattutto nella seconda parte del romanzo, e un finale un po' troppo affrettato.

Consiglio la lettura di questo romanzo a tutti, anche a coloro che non amano particolarmente le situazioni drammatiche, che ovviamente sono presenti ma sono stemperate dalla forza di questa travolgente e dolcissima storia d'amore.





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