mercoledì 18 gennaio 2017

Recensione: "ANGELI ALL'INFERNO" di Josh Lanyon.






Genere: M/M
Editore: Harlequin Mondadori
Collana: eLit
Pagine: 141
Prezzo: € 3,99
Uscita: 30 novembre 2016










Sinossi:

Los Angeles, Natale 1943 - Quando la polizia scopre un cadavere in un sobborgo di Los Angeles, si ritrova facilmente tra le mani anche il sospettato numero uno: Nathan Doyle, un giornalista che la sera del delitto era in compagnia della vittima e che sembra non raccontare tutto ciò che sa. In più sta svolgendo delle indagini in maniera privata e questo ingigantisce i sospetti che già pendono sulla sua testa. Il tenente Matthew Spain ha però un motivo in più per tenere sotto stretto controllo Nathan, un motivo che, se scoperto, potrebbe distruggere la sua carriera... Perché l'amore tra due uomini potrebbe rivelarsi un peccato maggiore di un omicidio!





Ho appena fatto un salto nel passato, in un epoca di cui ho sempre sentito parlare dai miei nonni, che ho studiato poco a scuola, ma che non è troppo lontana dai giorni nostri: in fondo, settanta anni non sono un'eternità, sono pressappoco gli anni dei miei genitori, nati appunto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il romanzo è ambientato nel 1943: anni duri e difficili, l'America è scesa in campo, i suoi giovani più promettenti sono partiti per la guerra e molti di loro non torneranno più a casa.
Anche chi ha la fortuna di tornare, non sempre torna integro nel corpo o nello spirito, come nel caso di uno dei due protagonisti, il giovane giornalista Nathan Doyle.
Nathan è sopravvissuto a una raffica di mortaio che lo ha colpito alla schiena; ne porta ancora il ricordo, le cicatrici e il dolore. Prestava servizio come corrispondente di guerra, che, si sa, non guarda in faccia nessuno: soldati, civili, donne, bambini, tutti sono in pericolo.
Nathan avrebbe preferito morire piuttosto che tornare ad annegare i suoi problemi nell'alcool: ora che è tornato alla vita tranquilla da civile ha troppo tempo per pensare a ciò che veramente si agita dentro al suo cuore. Nathan prova desideri carnali per il suo stesso sesso in un periodo storico ancora molto pericoloso per venire allo scoperto e poter vivere questa passione alla luce del sole. La sua è un'ossessione che non riesce a combattere, che lo rende schiavo dei suoi impulsi e che lo potrebbe mettere in serio pericolo:

Il desiderio era come una febbre che lo consumava, e consumava le sue inibizioni, il suo buon senso, il suo istinto di autoconservazione. Per ironia, la guerra lo aveva mantenuto ragionevolmente sano di mente e stabile. Ma ora era al punto di partenza.”
Il fortunato incontro sulla scena di un crimine con il Tenente Mattew Spain è croce e delizia per Nathan: 
“Per un momento si concesse di pensare a lui. Vigile, aggressivo, con tutta probabilità un ex marine. Erano tutti duri e bastardi. Ma Spain aveva anche le caratteristiche del ragazzo della porta accanto. E quel sorriso che si apriva di rado, ma irresistibile, e gli occhi di una sfumatura nocciola che tendeva all'oro.”
Ma anche per Matt l'incontro è stato rivelatore, e dopo aver pianto la perdita della moglie per più di un anno, Nathan sembra avere smosso qualcosa di latente e ben sopito da anni in lui:
“Da quello che Matt riusciva a vedere sotto il berretto di lana, i capelli erano biondissimi, schiariti dal sole. Aveva quel residuo di abbronzatura tipico di chi trascorre molto tempo sotto il sole cocente, ma la carnagione era olivastra; gli occhi erano di un colore chiaro indefinito tra l'azzurro e il grigio, e brillavano in maniera incredibile. Studiava Matt con curiosità...Dal momento in cui aveva guardato al di là dell'erba bagnata e aveva visto Nathan Doyle all'ombra di una tigre di pietra dai denti a sciabola, qualcosa dentro di lui era cambiato. Qualcosa che era rimasto rinchiuso era stato liberato, come una vela spiegata per la prima volta nel vento del mare. La cosa lo terrorizzava.”
Come sempre Lanyon sa far progredire l'indagine investigativa senza tralasciare la parte romantica e passionale della vicenda. Il suo stile elegante mi ha catapultata in quell'epoca di razionamenti per i comuni mortali – pensavo sinceramente che gli americani non avessero “patito”molto quegli anni di privazione, visto che il conflitto era molto lontano da loro, geograficamente parlando - e feste eleganti nei night club, tra cantanti sensuali, alcoolici e ganster da quattro soldi.
Mente leggevo mi passavano per la testa le immagini di un film molto famoso di qualche annetto fa, sto parlando di Pearl Harbor, e devo dire che questo libro mi ha fatto tornale la voglia di vederlo e anche di approfondire quelle terribili pagine del nostro recente passato.
L'indagine che Nathan e Matt stanno conducendo su fronti separati li avvicinerà al punto tale che non potranno più tornare alla loro normale esistenza, a vivere nell'ombra. Per Nathan sembra essere arrivato finalmente il momento di affrontare le sue paure e vivere: 
«Lo so. È stato bello avere un assaggio di come avrebbe potuto essere. È più di quello che avrei mai creduto mi sarebbe stato concesso.»...Lui aprì gli occhi. «Fa tutta la differenza del mondo. Lo dico sul serio.» Sorrise con autoironia. «Da molto tempo non avevo niente da perdere. Credo di essere spaventato.» Matt piegò la testa e trovò le labbra di Nathan. Era dolce e assonnato. «Anch'io» confessò. «Ma non sono pentito.»”
Come sempre le storie di Lanyon mi hanno conquistato. Non mi deludono davvero mai. I suoi libri per me non sono classici Romance, ma dei veri e propri gialli con il bonus di avere una storia d'amore sofferta e molto realistica.
Anche stavolta avevo la mezza idea di chi potesse essere l'assassino; non avevo proprio preso in toto le motivazioni del killer, ma l'avevo individuato lo stesso!
Devo anche fare i complimenti alla casa editrice per la strepitosa copertina in bianco e nero scelta per il libro e, ovviamente, per aver deciso di proseguire nel pubblicare questo autore.






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