mercoledì 25 gennaio 2017

Recensione: "IL PIRATA COL PULCINO NEL TASCHINO" di Giordano Alfonso Ricci.





Genere: Romanzo contemporaneo/Erotico
Editore: Self Publishing
Pagine: 279
Prezzo: € 2,99 (e-book);
Uscita: 4 gennaio 2017






Sinossi:
È la storia di un uomo qualunque e della sua strada alla ricerca della sua vera natura. 
G. troverà nel fallimento del suo matrimonio, la ragione per rimettersi in gioco con regole nuove fatte del cinismo dei delusi. Un’improvvisa complicazione di lavoro riaprirà uno squarcio sul passato racchiuso in una scatola di cartone. Sullo sfondo un misterioso prigioniero e ricordi di cui si nutre la parte oscura con la quale dovrà combattere. E' un viaggio tra eros, dolore e introspezione. Una maniera non convenzionale per raccontare vita, morte e rinascita di quello che entra nella sfera complessa dei sentimenti. Ma è anche altro.
Questa è la storia di un uomo che diventò pirata per salvare se stesso e che invece salvò un pulcino.
Questa è la storia di G. che sputò quattro volte sull'amore e lo seppellì nel suo giardino.
Questa è la storia di un uomo qualsiasi che viveva con un drago ed un lupo e che viaggiava in moto con un pulcino nel taschino.
Questa è la storia di G. che aveva dentro l’orrore della guerra ed il profumo delle fragole e che andò per mare a cercare una farfalla. 
Poi come tutti i pirati affrontò la sua battaglia più grande tenendo in una mano la spada e nell’altra una rosa.




Giordano Alfonso Ricci fa nuovamente parlare di sé con questo suo secondo romanzo dal titolo curioso: "Il pirata col pulcino nel taschino".

Difficile attribuire un genere a questo libro che presenta diverse contaminazioni. Per dare una idea dei contenuti trattati, si può parlare di una via di mezzo tra l'erotico e la narrativa contemporanea. La verità, però, è che questa storia è innovativa e diversa da tutto ciò a cui siamo abituate. Il protagonista è G., un uomo sui cinquantanni che si ritrova in un momento particolare della sua vita, il classico momento di svolta in cui tutti i nodi vengono al pettine e bisogna decidere chi essere. Lui, infatti, è un uomo, ma anche un pirata che durante le notti di luna nuova cerca di combattere il suo personale drago. No, non è un fantasy. L'essere mitologico contro cui lotta è qualcosa in grado di divorare quell'animo umano che è stato sottoposto a una prova troppo gravosa. Ci sono infiniti modi di narrare le vicende del vivere comune e le loro infinite sfaccettature, Ricci sceglie la natura e la sua semplice esistenza.
Mentre tutti lottano per ostentare la propria perfezione in un mondo artefatto, G. rovista nella purezza della campagna e si avvale del conforto di un pulcino per trovare il senso di una vita che sembra essersi smarrito.
Non è un eroe, anche se... È, piuttosto, un antieroe che mostra tutte le sue imperfezioni, che le vive e le accetta.
Ci saranno donne che riempiranno pochi istanti, altre che avranno un ruolo fondamentale per la sua vita e, poi, vivremo la gioventù che l'ha segnato profondamente e forgiato, trasformandolo nell'uomo che è.
Troveremo altri personaggi, tutti con un ruolo fondamentale nella vita di G. Quello che mi ha colpito di più è Osvaldo, un anziano saggio e genuino che si dimostrerà essere un amico fedele, una presenza costante ma mai invasiva nella vita di questo uomo di giorno e pirata di notte. G. ha perso molto, troppo, e così di notte si dà alla pirateria per depredare e sottrarre, per uccidere l'amore, perché l'amore ha ucciso (o quasi) lui.
Accanto a lui ci saranno anche gli amici, quelli veri che lo sostengono nei momenti in cui diventa impossibile da gestire, e gli studenti, i suoi occhi sul futuro, dai quali trarrà l'energia per compiere la giusta scelta. Prima o poi nella vita bisogna dare priorità alle cose realmente importanti. Finché si è giovani e spensierati si accettano i compromessi ma, quando questi impediscono all'uomo di vivere appieno, allora è necessario scegliere su quale binario proseguire.
Io parto prevenuta, ma adoro lo stile di questo autore e, in questo suo secondo volume, ho apprezzato molto l'alternarsi della narrazione tra la prima e la terza persona perché ci sono dei fatti, dai quali bisogna prendere un po' di distacco. Ci si deve allontanare, almeno con lo sguardo per poter respirare: una sorta di tunnel senza luce ma carico di speranza.

Di più non posso dire, già ho detto troppo, ma volevo che capiste che è una storia di vita “normale” gestita in modo straordinario da un autore che riesce ad arrivare al cuore di chi lo legge con una naturalezza disarmante. Un libro consigliatissimo per tutte le tipologie di lettori.






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