lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: "IL PRINCIPE TRISTE" di Thea Bricci




Genere: M/M
Editore: Triskell Edizioni
Collana: Rainbow
Pagine:
 187
Prezzo: € 4,99
Uscita:  14 Febbraio 2017
      








                   
Sinossi:


Il destino regala a Denis splendidi tratti efebici e androgini, ma una situazione famigliare sfortunata, segnata dalla morte prematura dei genitori. Il ragazzo trova nella droga e nell'amore per la musica l'unico modo di soffocare il dolore, finendo per oltraggiare il suo dono, facendosi merce, vendendo il proprio corpo al miglior offerente, finché un facoltoso amante, cultore di arte classica, trovando in lui l'incarnazione di un ideale di bellezza, gli regala affetto e la possibilità di una vita più agiata. Quando, tuttavia, giunge il vero amore, Andrea, il giovane leader di una rock band, Denis deve fare i conti con nuove struggenti sensazioni, che rischiano di ricondurlo nell'abisso da cui era faticosamente uscito.













Ho pensato molto a come scrivere la recensione di questo libro, non sapevo davvero da che parte cominciare.

Questo libro è molto intenso, scritto con un linguaggio ricercato ma mai pesante, con descrizioni che vanno dal “crudo” alla poesia. Il protagonista, Denis, è un giovane ragazzo che cerca di annegare tutto il dolore che prova nella droga, ma con una flebile speranza di redenzione rappresentata dal suo amore e un’incredibile talento per la musica.



“...Denis viveva due mondi: l’uno esteriore, sensibile, a contatto con le persone e con le cose, l’altro interiore, intellettuale, nel quale spesso andava a rifugiarsi quando voleva fuggire dal primo e dove trovava ad attenderlo note e frasi musicali. Una volta percepita nel mondo esteriore, l’arte del suono veniva interiorizzata, divenendo ideale. Era la vita stessa che lo spingeva a delegare a una dimensione spirituale la ricerca e il perseguimento di un fine puro, dato che, se dentro di lui la musica dettava una legge rigorosa, nel mondo tangibile, al contrario, era sempre stato pronto a cedere a compromessi, perennemente disposto a soddisfare i più infimi bisogni materiali.”



Dopo la morte della madre, avvenuta quando era molto piccolo, tanto da non ricordarsela, il ragazzo non ha mai avuto vita facile, sia dentro che fuori casa. Il suo genio musicale e il suo essere molto introverso non gli ha reso possibile stringere amicizie vere e profonde. La sua estrazione sociale, molto vicina alla soglia della povertà, ha sempre messo una barriera tra lui e i suoi ricchi compagni di scuola; una scuola privata che frequenta grazie a borse di studio.



“Sorrideva raramente e, ogni volta che gli capitava, sembrava quasi si  vergognasse di farlo. Ciò era dovuto non solo al carattere schivo e tendente al pessimismo, ma anche al piccolo difetto della propria dentatura che era reticente a mostrare, ma che a molti appariva sensuale quanto tutto il resto della sua persona.”



Anche a casa le cose non sono facili e ad aspettarlo ci sono solo un padre ubriacone ormai prossimo alla morte, una matrigna cattiva e acida e il figlio di lei, “l'orco”, che lo maltratta anche fisicamente: il suo orientamento sessuale sembra la goccia che fa sempre traboccare il vaso...

Denis, per sopravvivere al dolore, cade nel tunnel della droga e presto nella prostituzione.



“La sua fama di bellissimo marchettaro si era già diffusa e tutti lo chiamavano Principe Triste, per via dei lineamenti delicati, degli occhi malinconici e del dignitoso contegno che riusciva a mantenere a dispetto della sua reale, scabrosa condizione...Ed era proprio questo l’elemento più affascinante di quegli occhi straordinari: il fatto che esprimessero al contempo innocenza e disinganno, infantile stupore e conoscenza della vita. A questa particolarità si aggiungevano l’aria malinconica, la figura elegante, i gesti aggraziati che evocavano un’idea di dolce lascivia. ”



E' stato davvero duro e straziante leggere la storia di Denis, il suo disperato bisogno di essere amato e la spirale di autodistruzione in cui è caduto, mi ha fatto temere, per tutto il libro, che il ragazzo non ce la facesse. Era come se Denis fosse una persona reale, uno di quei ragazzi sbandati che si potrebbe incontrare in una qualsiasi città, che spesso ci rifiutiamo di guardare negli occhi quando si avvicina per chiederci qualche spicciolo, con la scusa di comprarsi qualcosa di caldo e che, invece, sarà destinato ad acquistare la prossima dose.

Il percorso di Denis non è facile: continui alti e bassi lo colpiscono senza sosta e tutte le volte che il ragazzo sembra essersi ripreso dalla furia della vita, ecco che qualcosa o qualcuno è pronto a ributtarlo con la faccia nel fango.

Gli uomini importanti di Denis alla fine saranno tre, quelli con cui avrà una relazione fisica e più o meno affettiva, che gli cambieranno ogni volta le carte in tavola: Edoardo, un cinquantaseienne alla disperata ricerca della bellezza assoluta e ossessionato dalla morte; suo figlio Corrado, un bellissimo ragazzo coetaneo di Denis, con capelli color del miele e occhi verdi, tanto angelico nell'aspetto quanto viziato, prepotente e crudele; il musicista leader di un complesso rock, Andrea, un ragazzone moro con gli occhi scuri, che non riesce a capire perché si sente così attratto da Denis.

Andrea alla fine sarà il suo grande amore.



“Bastarono poche frazioni di secondo perché Andrea entrasse prepotentemente nella vita di Denis, bastò che gli occhi del Principe facessero il loro lavoro, mettendo a fuoco la sua figura imponente, scannerizzandola in ogni particolare; fu sufficiente che i timpani ne percepissero la voce intensa e rassicurante mentre pronunciava al microfono un semplice «Grazie…» in tono sincero, riconoscente e deciso, furono necessari istanti infinitesimali perché tutti gli elementi raccolti dai suoi sensi si trasformassero in amore. Si trasformassero in Amore.”



Ma c'è un altro personaggio che mi ha colpito e che sarà la chiave della salvezza di Denis: compare sempre quando il ragazzo sta per gettare la spugna e pensa che sia arrivato finalmente il momento di mettere fine alla sua vita; è totalmente inconsapevole della sua influenza sul ragazzo, è il suo maestro di musica. Lui e la musica alla fine opereranno la vera magia in Denis e lo salveranno.

La sensualità si mantiene su un livello basso, anche se abbondano le scene a carattere sessuale, visto che è tramite il sesso che Denis si mantiene, ma sono più coinvolgenti dal punto di vista emotivo che erotico.

Il finale del libro mi ha lasciato con un po' di amaro in bocca. A tratti non sembra il classico Romance, è quasi atipico. Non c'è il classico lieto fine, sembra incompiuto, ma visto nel complesso della vicenda l'ho trovato giusto così, comprese le emozioni contrastati che mi ha scatenato: avevo voglia di proteggere e prendere a sberle Denis per farlo rinsavire; di prendere a pugni Edoardo per aver trascurato talmente il figlio e averlo fatto diventare un uomo vuoto e avrei anche tanto voluto salvare Corrado da se stesso...









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