giovedì 23 febbraio 2017

Recensione: "COSÌ IMMOBILE TRA LE MIE BRACCIA" di Mary Higgins Clark & Alafair Burke.

Un ottimo mistery, con al centro una giornalista tv che si occupa di true crime.


Genere: Thriller
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 372
Prezzo: €19,90 (cartaceo); € 9,99
Uscita: 13 settembre 2016









Sinossi:

Quando la bella studentessa Susan viene trovata morta nel parco, i sospetti cadono subito sull’ambiguo fidanzato. Mancano però le prove, e soprattutto i personaggi coinvolti nel delitto fanno parte dello star system. Per evitare scandali il caso è lasciato irrisolto. Vent’anni dopo, il delitto diventa il soggetto della seguitissima trasmissione Under Suspicion di Laurie Moran – già protagonista de La notte ritorna (che si occupa proprio di cold case)…e l’assassino di Susan si nasconde tra il pubblico. Laurie è sicura che ci siano ancora parecchi punti bui nelle ricostruzioni dei fatti della polizia e, assistita dall’avvocato Alex Buckley, inizia a interrogare tutti alla ricerca dell’assassino di Susan.


Oggi vi parlo di un mistery scritto a quattro mani dalla veterana del genere Mary Higgins Clark insieme ad Alafair Burke, edito in Italia da Sperling & Kupfer.
La giornalista Laurie Moran sceglie il caso di Susan Dempsey, conosciuto dai media come ‘Cinderella murder’, per la sua trasmissione di successo ‘Under Suspicion’, che tratta casi irrisolti del passato, con l’intento di portare nuovi indizi utili per la soluzione. La stessa Laurie ha perso il marito a causa di un folle e per questo è entrata subito in empatia con la mamma della vittima, che sta aspettando da vent’anni giustizia per la sua Susan. Lottando con il produttore del programma che voleva per la trasmissione un caso più popolare per ottenere ascolti più alti, Laurie riesce a riunire negli studi televisivi i principali sospettati dell’omicidio. Nonostante ognuno degli indiziati nasconda dei segreti inconfessabili, l’assassino naturalmente è il più insospettabile, e alla fine, grazie all’aiuto dell’affascinante avvocato Alex Buckley, ogni tassello dell’intricato puzzle andrà al suo posto.

«Ma ci credi, mamma? Non voglio illudermi, ma mi sento così fortunata. Ci credi che potrei recitare in un film, magari addirittura nel ruolo principale?»

Sorrise immaginando la figlia Susan che sprizzava energia da tutti i pori, con quella luce folgorante nei begli occhi blu.


Dal momento che è il primo romanzo della Clark che leggo non posso valutare se sia prevalente il suo stile rispetto a quello della Burke, al contrario ho trovato la scrittura molto ben amalgamata e senza cali di stile. Il romanzo si presenta come un giallo rompicapo, nel quale i sospetti vengono via via indirizzati verso i vari personaggi che ruotavano nell’orbita di Susan, portando alla luce sempre nuovi retroscena fino a rivelare l’artefice del delitto (che per un’intuizione avevo già individuato a metà romanzo). La parte thriller è a mio avviso la più debole, nonostante le paure pregresse della protagonista, l’elemento pericolo non è mai predominante.
Tra i protagonisti ho apprezzato particolarmente Alex, avvocato duro e puro, con la sua passione frustrata verso Laurie, che ancora sotto choc per la morte violenta del marito, non è ancora pronta ad aprire il cuore a un nuovo sentimento. Determinante per risolvere il caso e assicurare l’incolumità a tutta la troupe, ho apprezzato molto anche il padre di Laurie, ex poliziotto, padre e nonno tenerissimo.
Consiglio questo romanzo a chiunque voglia leggere un giallo ben scritto e congegnato, nel quale ogni elemento trova la sua giusta collocazione, senza sbavature. Bello, anche se non indimenticabile.






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