lunedì 27 marzo 2017

Recensione: "CARVE THE MARK. I PREDESTINATI" di Veronica Roth.




Genere: Distopico
Editore: Mondadori
Pagine: 427
Prezzo: € 9,99 (e-book); € 15,90 (cartaceo)
Uscita:  17 Gennaio 2017











Sinossi:

In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.
Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.
Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro...



A CURA DI MARTINA VACCARI

In una galassia attraversata da una forza vitale chiamata corrente, in un pianeta diviso tra due popolazioni nemiche tra di loro, gli shotet e i thuvhesiti, tutti hanno un dono, che si rivela crescendo, mentre solo alcuni hanno un fato. 
Cyra, la secondogenita del sovrano shotet, ha il donocorrente di provare continuo dolore, che può infliggere agli altri, e un fato molto poco specifico: attraversare la Divisione, il terreno che separa i due popoli. Il fratello Ryzek, al contrario, porterà gli shotet a soccombere. 
Akos, figlio della profetessa dei thuvheisti, non sa nulla del suo fato quando viene rapito insieme al fratello da un manipolo di soldati shotet, all'indomani dell'annuncio pubblico di tutti i fati. Da quel momento in poi vivrà tra i suoi nemici, ben sapendo che dovrà morire per la casata di Cyra, a cui verrà messo accanto per la sua capacità di bloccare la corrente e, quindi, darle sollievo. 
I due iniziano un'amicizia che porterà Cyra a sfidare il fratello, che la usa come arma, unendosi ai ribelli, mentre Akos cercherà in tutti i modi di salvare il fratello, Eijeh, prossimo profeta, sottoposto al lavaggio del cervello.
La trama sembra molto più complicata di quanto effettivamente sia, non spaventatevi.
In realtà il più grande problema di questo libro è il non essere affatto coinvolgente ed entusiasmante. Anzi, ho fatto fatica a finirlo per la noia. Eppure avrebbe tutte le carte in tavola per trascinare in un'avventura indimenticabile: viaggi spaziali, doni particolari, profezie, sangue, vendette...
Tutto sprecato a causa di uno stile piatto e poco curato, che rende meccaniche e poco interessanti i combattimenti e le lotte descritte, a cui comunque viene data davvero minima importanza. Per la maggior parte della storia in realtà non succede quasi nulla, con la costruzione gigantesca di un mondo che non è poi così speciale, e l'azione si trova alla fine, quando ormai più che altro si sarebbe dovuto iniziare a concludere, rendendo tutto caotico e indifferente.
Il doppio pov, Cyra in prima persona e Akos in terza, non arricchisce nulla, soprattutto perché nella maggior parte del libro prevale solo il racconto di Cyra che non lascia il segno. Dov'è la sua sofferenza continua? Dov'è il motivo per cui penserebbe che tutti, lei compresa, si meritino il dolore? Dov'è l'affetto per la madre e il fratello? Non si sa.
Akos forse è ancora peggio, visto che non riesco nemmeno a ricordarmene il nome. E' solo uno dei tanti personaggi maschili gentili e carini con la protagonista, che le fanno scoprire di non essere così terribile. Dimenticabile e piatto, nonostante il potenziale.
La relazione tra i due è priva di qualsiasi chimica e sembra davvero costruita a tavolino, mettendo in fila tutti gli elementi per i quali i due sarebbero stati costretti a diventare così vicini. In realtà molte cose di questo libro sono forzate, ma questa particolarmente: lui viene rapito per il suo fato e, guarda caso, stando proprio nel luogo in cui c'è lei, sviluppa un potere che può aiutarla? Le profezie sono una cosa, la poca inventiva un'altra.
Gli altri personaggi sono abbastanza cartonati e, soprattutto il fratello di Cyra, che dovrebbe essere il cattivone della situazione, è davvero stupido, nonostante debba essere un bravo diplomatico e abbia manipolato la sorella per tutti questi anni.
La trama è una sorta di partchwork di vari altri young adult.
A parte tutto questo, ci sono state molte critiche per il classico binomio pelle scura= selvaggi, pelle chiara= civilizzati e pacifici e per il modo di considerare il dolore cronico, che qui ispira il dono di Cyra. 

Insomma, per essere un libro della Roth, che ha avuto così grande successo con Divergent, non mi ha emozionato o colpito affatto e di certo non lo consiglierei.





1 commento:

  1. Ammetto che il libro ha una trama che si discosta troppo dai miei gusti, quindi non era in lista.
    Ma ora che ho letto la tua recensione lo accantono del tutto!!

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