martedì 28 marzo 2017

Recensione: "LA LEGGEREZZA DEL PRINCIPE" di Leta Blake & Keira Andrews





Genere: M/M, Fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 93
Prezzo: € 3,49
Uscita: 10 Marzo 2017
Traduttore: Cristina Fontana


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Sinossi:
Maledetto sin dalla nascita dalla mancanza di gravità fisica ed emotiva, il Principe Efrosin non riesce a tenere i piedi per terra o la testa fuori dalle nuvole. Abituato a prendere la vita alla leggera non ha mai sperimentato l’amore e la lussuria. Un giorno fatidico, l’esile legame con la terra viene reciso e lui vola via, nel vento. Viene salvato da Dmitri, un giovane e bellissimo boscaiolo, colpito lui stesso da una maledizione, e i due sconosciuti si ritrovano irresistibilmente attratti l’uno dall’altro. Sperimentano per la prima volta il sesso e l’amore, e si tuffano in una relazione sensuale e appassionata. La strega cattiva, che ha gettato su di loro l’incantesimo, sta meditando la sua ultima vendetta. Efrosin e Dmitri devono combattere per trovare il loro finale da favola e vivere per sempre felici e contenti.



Quanti di voi hanno amato le fiabe da bambini?
In una sala gremita credo che tutti la alzerebbero la mano. Certo, qualche storia ci ha intristiti, qualcuna emozionati, qualcun'altra ci ha fatti ridere a crepapelle!
Ecco, questo libro non è altro che una fiaba per adulti. Una narrazione a tratti passionale e a tratti crudele, con tanto di principi e streghe, alcune cattive, alcune buone.
Dopo la lettura di questo libro, mi sono fermata a pensare che forse i libri di intrattenimento, specialmente i romance, non sono altro che delle fiabe che mi permettono di evadere dalla realtà quotidiana, non sempre felice, specialmente se accendo e sintonizzo la TV su un qualsiasi telegiornale... Meglio prendersi una pausa dalle brutture e mettersi a fantasticare.
Il protagonista di questo libro è un principe bellissimo, ma maledetto da una strega cattiva per i peccati commessi dal padre in gioventù: il bel principe è immune alla forza di gravità e volteggia sempre a mezz'aria.
Sembrerebbe bello poter volare dove si vuole, ma se Efrosin non fosse tenuto al chiuso, o ancorato a qualcuno o qualcosa da corde o catene, volerebbe sino alle nuvole dove l'aria è troppo rarefatta per respirare. Ma c'è un'ulteriore maledizione sul principe: Efrosin non è in grado di provare emozioni. Non sa piangere, provare pena per qualcuno o compassione.
Un'esistenza dorata ma che lo rende insofferente e prigioniero in una gabbia, anche se si tratta di un bellissimo castello.
Nel giorno del suo diciottesimo compleanno il destino di Efrosin cambierà radicalmente, complice un uccellaccio spietato e una raffica di vento, che lo porteranno tra le braccia del suo salvatore, il giovane cacciatore e contadino Dmitri, anche lui maledetto da una strega! Della serie: ma sta strega non aveva nulla da fare il giorno che quei due nacquero?!

“La tua mezza parte fatata ti lega a questa terra, solo, per tutti i giorni a venire. Finché non hai colto il principe dal cielo, seducendolo tra le tue braccia, appesantendolo, indebolendo il mio incantesimo. La tua presenza gli restituisce peso, il solo tuo nome sulle sue labbra trascina i suoi piedi contro il mio suolo sacro... Insieme voi due siete terra, aria e acqua. La vostra passione è fuoco. Un equilibrio che scompensa il mio sortilegio. Ma non posso permetterlo.”

I due giovani sventurati sono come lo Yin e lo Yang, insieme si completano separati non possono più stare dopo essersi incontrati:

“Nel suo cuore, luogo che non gli spettava e al quale non apparteneva, Efrosin aveva piantato un seme, come sicuramente lui aveva lasciato il suo in quello del principe. Era il seme dell’amicizia, dell’affetto e – ancora peggio – dell’amore. Dmitri si rese quindi conto che, baciando le labbra rosse e morsicate di Efrosin e avendo assaporato la sensazione del suo corpo che si stringeva e tremava attorno al suo, quel seme sarebbe stato la sua rovina.”

Il libro è molto carino, ma mi è mancato l'entrare in piena sintonia con i personaggi, specialmente con Efrosin, vista la sua natura insensibile, certo non per sua colpa ma per quella della maledizione che lo perseguita. Non sono riuscita ad andare oltre la sua apparenza e apprezzarlo in pieno.
Mi è piaciuta molto la parte riguardante la storia delle quattro sorelle streghe e l'escamotage finale che permette ai due amanti di vivere per sempre felici e contenti.
Il libro è scritto a quattro mani e molto bene, non si sente il cambio di visuale da un punto di vista all'altro e rimane molto fluido e scorrevole.

Un esperimento delle due autrici riuscito ma che per me non va oltre le tre stelle e mezzo.






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