domenica 5 marzo 2017

Recensione: "THE SHEARING GUN" di Renae Kaye.





Traduttore: Laura Di Berardino
Genere: M/M
Editore: Triskell Edizioni
Pagine: 236
Prezzo: € 5,99 (ebook)
Uscita:  19 dicembre 2016







Sinossi:

A venticinque anni, Hank possiede un piccolo appezzamento di terreno nel sud-ovest dell’Australia rurale dove integra il reddito della sua proprietà con la tosatura stagionale delle pecore. Hank è un "shearing gun", un asso in grado di tosare un gran numero di pecore in un solo giorno. Suo padre l’ha sbattuto fuori di casa dopo che lui si era dichiarato omosessuale e, dal momento che nessuno assumerebbe mai un tosatore gay, Hank è rimasto ben nascosto da allora.
Elliot è il nuovo medico della cittadina, nato in città e un po’ scioccato dal suo trasferimento in campagna. Quando un infortunio durante una partita di football gli fa incontrare Hank, uno sguardo inappropriato e delle scuse balbettate danno il via alla loro amicizia.
Il romanticismo e l’amore fioriscono presto, ma è difficile per entrambi sperare in qualcosa di permanente. E come se la costante minaccia di essere scoperti non fosse sufficiente, il contratto di Elliot terminerà di lì a un anno.



Ho adorato ogni singolo libro pubblicato in italiano di questa scrittrice che ha la dote innata di scrivere libri con trame profonde, ma senza mai dimenticarsi di inserire momenti esilaranti, che smorzano la drammaticità della realtà.
Anche questo libro rispecchia in pieno il suo stile.
Come sempre è ambientato in Australia, paese d'origine della scrittrice. Stavolta il protagonista che ci narra la vicenda– il libro è scritto tutto in prima persona - è un gran bel ragazzotto di campagna: Hank, un contadino vecchio stampo, anche se non ha ancora compiuto trent'anni!
É un bel bocconcino di un metro e novanta con la passione del football, grazie alla quale conoscerà il bel DottorEllo, che si prenderà tanta cura di lui! É anche un asso a tosare le pecore e nella sconfinata Australia ha già un fattoria tutta sua con un orto autosufficiente, qualche mucca, galline per le uova fresche e soprattutto un gran bel gregge!
Ha anche una filosofia tutta sua “sul divieto di pesca” nel suo paesello: Hank è gay ma non dichiarato e non vuole assolutamente che i suoi amici scoprano questo suo segreto, per cui NON SI PESCA NELLE IMMEDIATE VICINANZE! Avete presente quanto è grande l'Australia? Tra lui e la città dove c'è lo studio medico ci sono 40 km...
L'infortunio riportato durante la partita settimanale di football porterà nella sua vita il giovane e talentuoso medico Elliot. Tra i due è subito attrazione, e non perché siano gli unici due gay nel raggio di 50 km, ma perché in Elliot c'è qualcosa che colpisce Hank da subito:
“Aveva i capelli ricci, scuri, corti e dal taglio perfetto. Era ben rasato, ma non una di quelle barbe sagomate come la portavano alcuni ragazzi o una di quelle alla non ho voglia di farmela. Non era brutto, però non era neanche un modello. Aveva gli occhi di un bel color nocciola e, per qualche motivo, rimasi colpito dalla lunghezza delle sue ciglia. Non sono il tipo che le nota in un ragazzo, quindi ero un po’ sconcertato che avessi notato le sue...Era così carino. Dormiva sempre a pancia in giù, con un braccio sulla testa e un piede che sbucava fuori dalla coperta. Le notti erano ancora fresche, quindi si teneva le coperte tirate su fino alle spalle, spuntava solo la sua testa di capelli ricci. Ogni volta che dormiva da me, mi prendevo del tempo per osservarlo. Guardarlo dormire mi scaldava il cuore, non sapevo come definire quella sensazione e non ero ancora pronto ad analizzarla.”

Quella che sembrava essere iniziata come una relazione puramente fisica ( ci sono delle belle scene hot tra i nostri protagonisti) si trasforma ben presto in qualcosa di più. Per Hank è difficile accettarlo e uscire allo scoperto. Ha troppa paura del giudizio dei sui amici, della loro possibile reazione, memore di quella avuta dal suo stesso padre:
“I miei sogni erano pieni di angeli in miniatura che assomigliavano spaventosamente alle persone che conoscevo, ognuno mi spingeva a fare cose diverse. C’era l’angelo di mio padre, vestito tutto di bianco con un paio di ali diafane, con il volto che si contorceva mentre mi diceva che facevo schifo ed ero un pervertito, che dovevo starmene alla larga da qualsiasi relazione sessuale vicino casa per evitare di venire scoperto. Quell’angelo furibondo sussurrava che ero scandaloso e che dovevo provare la mia mascolinità attraverso una reputazione impeccabile, e che dovevo rendere mio padre orgoglioso di me.”

Fortunatamente Hank ha dalla sua parte lo zio materno e il suo compagno che lo supportano; anche il fratello Paul, che prima spalleggiava l'atteggiamento quasi omofobi del padre, sembra ora aver capito che Hank ha tutto il diritto di vivere come vuole, trovare la felicità accanto ad un altro uomo, come Paul la sta trovando con la fidanzata storica. E poi chi ha detto che Hank è l'unico gay del “quartiere”?

Anche Elliot ha avuto i suoi alti e bassi con la famiglia dopo il suo outing, non al livello di Hank, ma si è allontanato dai suoi per vivere con le sue sole forze e come gli dettava il cuore.
Elliot è meno fisico di Hank, meno “pratico”, nel senso che è un ragazzo di città; non ha mai vissuto in campagna ed è poco avvezzo al lavoro manuale. La sua felicità davanti alle piccole cose, come raccogliere le uova nel pollaio, o scegliere il nome per il nuovo agnellino è qualcosa che scalda il cuore del nostro contadino!
La discussione sui montoni gay è da riportare assolutamente:
«Lo sapevi che certi montoni sono omosessuali? Passano tutto il tempo a cercare di montare altri maschi e se ne fregano bellamente delle femmine in giro.» Elliot rimase sbalordito. «E tu ne hai di montoni gay?» domandò con gli occhi spalancati. Gli lanciai un’occhiata innocente. «L’ho chiesto a tutti, ma nessuno l’ammette. Pare che nessuno sia ancora pronto a fare outing, da queste parti.» Mentre il sole faceva capolino all’orizzonte, Elliot scoppiò in una risata fragorosa che riecheggiò per quella landa desolata.
É proprio la gioia che prova in queste piccole cose che lo renderà prezioso e insostituibile nel cuore di Hank, oltre che essere assolutamente adorabile da sbronzo:
“«Hank?» domandò mentre lo invitavo a rimettersi sotto le coperte. «Sì, amico?» «Mi piaci.» Deglutii e tentai di nascondere il mio sorriso. «Anche tu, amico. Adesso vai a letto.» Obbediente, si infilò nel letto e tirò su le coperte. «Hank?» «Sì, dimmi» «Cioè, mi piaci proprio tanto.»”
Hank ha tanto da dare, stava solo aspettando qualcuno che arrivasse a scavare nel suo profondo e facesse breccia dentro di lui. Aveva l'estremo bisogno di essere capito da qualcuno fuori della sua stretta cerchia, ma era giunto il tempo per lui di uscire dal guscio:
“...se Elliot mi accettava nel suo corpo, allora mi accettava nella sua vita, e, cosa ancora più importante, accettava me...Sembrava che fossi sempre alla ricerca di approvazione per quella parte della mia anima che dettava la mia omosessualità. Il fatto che Elliot mi permettesse di unire il mio corpo al suo rappresentava la completa accettazione di quella parte di me. Lui conosceva quel lato di me, lo capiva, ne era felice e lo amava. E quel bambino di cinque anni che era dentro di me e che aveva perso sua madre cercava disperatamente di essere amato.”
Una storia dolce, contemporanea, con due protagonisti adorabili e perfetti nelle loro differenze di classe e istruzione, che mi ha anche fatto conoscere qualcosa di più sugli allevatori di pecore e tosatori: non sto scherzando! Non sapevo che un tosatore potesse tosare oltre 500 pecore in un giorno!
Chi dice che col romance non si impara nulla? Io ho imparato qualcosa anche stavolta e ho una gran voglia di fare un giretto in Australia!








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