mercoledì 15 marzo 2017

Recensione: "VITA SEGRETA DI UNA GOURMET" di Jessica Tom.

‘Il diavolo veste Prada’ in versione gourmet:
il bestseller è servito!

Genere: Romance Contemporaneo
Editore: Harper Collins Italia
Collana: Romance
Pagine: 347
Prezzo: € 12,67 (cartaceo)
Uscita: 23 giugno 2016
Sinossi:

Fresca di laurea, Tia Monroe ha tutta l'intenzione di irrompere sulla scena gastronomica di New York City come un ciclone. Ma nel momento in cui l'opportunità di un prestigioso tirocinio va in fumo come un arrosto dimenticato nel forno, improvvisamente realizza che la strada per il successo è ancora tutta da percorrere. In salita. Così quando le si presenta un autentico colpo di fortuna, Tia lo acciuffa al volo. Michael Saltz, il leggendario critico gastronomico del New York Times, le confida un segreto e le fa una proposta: vorrebbe che Tia diventasse il suo palato e la sua ghostwriter. Michael infatti ha perso il senso del gusto, ma una simile ammissione porrebbe fine alla sua prestigiosa carriera. Così i due decidono di aiutarsi a vicenda. Lui mantiene inalterata la sua fama e Tia viene proiettata in un mondo che fino a quel momento ha solo sognato. Ristoranti stellati frequentati dalle celebrità, chef venerati come star di Hollywood. E una successione infinita di portate prelibate da perderci la testa. Per Tia è come essere approdata direttamente in paradiso, fino a quando non realizza la più scontata delle verità. Lei scrive gli articoli, e Michael si prende tutti gli onori. Al netto degli abiti firmati che indossa, Tia è ancora al punto di partenza. Ora la domanda è semplice: quanto è disposta a rischiare per la fama e la vita che ha sempre desiderato?



Nella vita siamo tutti alla ricerca della nostra occasione per miglioraci, " per svoltare".
Tia Monroe, la protagonista di questo libro, sembra avere le idee molto chiare: vuole uno stage semestrale con Helen Lansky, il suo idolo della letteratura culinaria.
Ha compilato regolare domanda, ma cerca di contattarla anche direttamente nella speranza di accrescere le sue possibilità, ed è così che Tia incontra Michael Saltz.
Quest' uomo appare da subito scontroso e misterioso. Tia scoprirà presto che Michael ha perso l'uso del gusto ma poiché è il critico gastronomico del New York Times, non può dichiarare la sua malattia e ha bisogno di un ghostwriter.
Tia non riesce a ottenere il tirocinio tanto sperato e decide di assecondare il piano di Saltz: andranno insieme nei ristoranti e lei scriverà le recensioni senza veder riconosciuto il proprio lavoro ma potendo entrare nel mondo che tanto desidera.
La vita del critico è dura: deve mantenere l'anonimato, mascherare il suo aspetto. La vita della sua ghostwriter è ancora più dura: inizia a mentire al fidanzato, alla famiglia, non si relaziona realmente con le sue coinquiline né prende sul serio il suo tirocinio dato che non realizza i suoi desideri.
L'apparente sicurezza di Tia si scioglie come neve al sole ed emerge tutta l'ingenuità di una giovane donna appena laureata. Di certo la protagonista è ambiziosa, ma immatura. Il lusso che Saltz le fa assaggiare, nel cibo e negli abiti che le acquista perché sia credibile in ristoranti super stellati, annebbia la capacità di giudizio della protagonista che perde di vista ciò che è realmente importante e non si rende conto di essere manipolata.
Non ho condiviso le scelte della protagonista (forse sto veramente invecchiando), e tante volte avrei voluto scuoterla e dirle: " Ma non capisci che cosa sta succedendo?"
Tia dopo aver costruito castelli di bugie traballanti, distrutto un rapporto con un bravo ragazzo (non adatto a lei ma che meritava di essere trattato meglio), messo a rischio il suo master, si riscuote nel peggiore dei modi e si rende conto della realtà dei fatti.
L'ultima parte del libro mi è piaciuta molto, è positiva ma anche realistica. I problemi non si risolvono con un colpo di bacchetta magica ma con il sudore e la fatica spesso ricominciando da capo o forse sarebbe meglio dire ricominciando con maggiore consapevolezza. Tia impara l'umiltà e capisce che nella vita non si possono prendere scorciatoie, si deve fare il percorso più lungo e faticoso, ma che ci darà maggiori soddisfazioni sul lungo periodo.
Lo stile di scrittura è moderno e accattivante, il punto di vista è quello della protagonista, il lettore ascolta i pensieri a volte farneticanti di una giovane donna che desidera solo arrivare (a volte non sa neppure dove) e che non coglie i segnali del disastro imminente.
Tia è sicuramente la protagonista unica ed indiscussa di tutto il romanzo, tutti gli altri sono piccoli comprimari neppure troppo definiti che servono a far emergere la protagonista.
La storia di questa ragazza mi ha ricordato che non è importante solo la meta, ma anche il viaggio che facciamo e soprattutto le persone con cui lo facciamo.




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