mercoledì 3 maggio 2017

Recensione: "BIRTHDATE" di Lance Rubin.

Dalla penna di Lance Rubin, il brillante sequel di Deathdate. Un romanzo dal ritmo mozzafiato e dallo stile affilato dove anche la morte è un’avventura emozionante.



Genere: Young Adult
Editore: De Agostini
Pagine: 320
Prezzo: € 7,99 (ebook)
Uscita: 16 marzo 2017


Acquistalo QUI!





Sinossi:


Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?

“Divertimento, suspense, drammi, amori e folli inseguimenti in macchina: sembra di essere in un film!” - School Library Journal


La serie "DANTON LITTLE" è così composta:
1. Deathdate
2. 
Birthdate





Vi ricordate di Denton Little? Il diciassettenne che sta per morire? Ecco che lo ritroviamo in uno strano sequel che ci racconta come sia scampato alla sua morte.
Dopo la rocambolesca fuga che conclude il primo libro, Denton si ritrova con una persona che non avrebbe mai immaginato di vedere. Da lì parte tutta una serie di peripezie che porta Denton a diventare una sorta di fenomeno da baraccone capace di “sventare” il pericolo di morte a molte persone.
Protagonisti sono sempre Denton e Paolo, Millie e Veronica, che si alternano con altri personaggi con diversa rilevanza. Non posso, e non voglio, parlarvi di un personaggio che inaspettatamente ricompare, mi dedicherò quindi al giovane e confuso Denton.
Ritrovarsi a diciassette anni a rivedere la propria vita dalla A alla Z e scoprire che dietro c’è molto altro, può destabilizzare chiunque, tuttavia l’autore è molto bravo nel far muovere il nostro protagonista perché lo mantiene coerente a se stesso: leale, serio e altruista. Un ragazzo d’altri tempi, insomma.
E l’altruismo, insieme all’amicizia, sono i punti focali del libro.
Se la storia guadagna punti grazie alla coerenza, ne perde parecchi per la struttura. Il romanzo è confuso, tutto un inseguirsi e rincorrersi di eventi più o meno assurdi che hanno sì una conclusione, ma poco credibile.
Mi è sembrato di rivivere “Delitto e castigo”, per la struttura e l’aura di inquietudine e incertezza che lascia.
A differenza del primo volume, la cui prima parte scorre più velocemente della seconda, qui avviene l’esatto contrario, almeno secondo il mio punto di vista, e bisogna aspettare un po’ perché la storia decolli e prenda forma.
Il linguaggio semplice bilancia lo stile confuso ma non fa guadagnare la quarta stellina rimasta sospesa nel primo. Anzi, perde anche quello 0,5 precedentemente concesso.
Le mie conclusioni?
Il libro era necessario per chiudere il cerchio lasciato aperto da “Death Date”, ma poteva essere strutturato meglio sotto molti aspetti. L’autore non ha fatto altro che confermare quelli che sono i miei sospetti da tempo: raramente i sequel sono all’altezza del romanzo d’apertura!



Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...