giovedì 25 maggio 2017

Recensione in ANTEPRIMA: "DARKNESS WITHIN" di Laura Pellegrini.






Genere: Erotico 
Editore: Self Publishing
Pagine: 348
Prezzo:
Uscita: 25 maggio 2017









Sinossi:

Jonathan Maier è il cantante di una band di successo, i Dead Strippers. Andrea Anderson, una regista della BBC, rappresenta invece il suo incubo peggiore. Egoisti, arroganti e cinici entrambi, saranno costretti a vivere l’uno la vita dell’altra a causa di un programma televisivo che entrambi non hanno la benché minima intenzione di portare a termine, condividendo così una gabbia fatta di imposizioni, sfottò, sesso e arroganza, odiandosi, disprezzandosi, pur volendosi irrimediabilmente.
Ma si può rimanere stoici e fermi malgrado il cuore che si sente battere nel petto?
C’è stato un tempo in cui ho creduto che tutto ciò di cui avevo bisogno fosse solo sesso, alcol, depravazione e musica. C’è stato un tempo, neppure tanto lontano, in cui mi bastava salire su un palco, suonare la mia chitarra e ubriacarmi delle urla del mio pubblico per sentirmi un dio onnipotente e sedare i miei demoni. C’è stato un tempo in cui la perdizione, la decadenza morale, hanno rappresentato l’unico baluardo da raggiungere.
E quel fondo, il baratro, l’ho toccato con mano, sbattendo in faccia al mondo il mio sorriso più dannato.
Distruggersi per non sentire, scopare per riuscire a vivere.
Quel tempo è esistito, ma quel tempo è anche terminato e la svolta, la luce che mi ha colpito gli occhi, porta solo un nome: Andrea.

(Autoconclusivo).




Cap. 1 DEEP SIX – MARILYN MANSON L’amore è diabolico, l’eros è dolente, il peccato è sincero Sei piedi in profondità.

Non conoscevo la penna di Laura Pellegrini finché non mi sono imbattuta in questo romanzo dal titolo accattivante: Darkness within.
Io sono sempre stata attratta dall'oscurità e, sebbene le rockstar non facciano al caso mio, ho risposto al richiamo. E che scoperta!
Jonathan Maier è il front man di una rock band famosissima, bello ed estremamente talentuoso: oltre che a cantare, suona chitarra e pianoforte in modo sublime.
Ha la musica che gli scorre nelle vene, con essa fa l'amore mentre con i corpi fa solo sesso. Beve e fa sesso. Lo fa ovunque, senza inibizioni, senza interesse se non quello fornito dal piacere fisico e sempre sotto l'effetto dell'alcool.
La sua anima è un pozzo dimenticato, annegata in un passato nero e vischioso, è quasi inesistente e, quando esiste, rinnega quasi la vita stessa. Dolore e tradimento gli gravano sulle spalle e gli impediscono di respirare. Nulla ha senso.

Io sono Jonathan Maier, la scelleratezza, la follia.

È famoso, idolatrato e con mille donne pronte per lui, ma non basta. Non è nulla.
Un uomo alla deriva.

Non voglio risplendere in questo mondo di ipocriti del cazzo. Non voglio rifrangere luce. Voglio assorbirla, voglio assoggettarla, voglio soffocarla.

Qui emerge un quadro abbastanza realistico della fama e del prezzo che questa esige e che lui si ritrova a dover pagare.
Il problema?
Il problema è che ha commesso un reato ed è stato in carcere.
Il problema è che la sua immagine deve essere ripulita.
Ed è a questo punto che gli occhi azzurri di questo scellerato incontrano quelli acquamarina di Andrea Anderson. La regista, la donna che porterà scompiglio nella sua bieca esistenza per il semplice fatto di esistere.
Parlando di Andrea, devo dire che è un personaggio unico.
Finalmente un donna con gli attributi, un maschiaccio con la lingua che taglia e cuce chiunque gli capiti a tiro, un caterpillar che non si ferma mai, un genio nel suo lavoro, una ragazza che non è solo forte, ma d'acciaio eppure... qualcosa in Nat la tramortisce.
No, non è la sua bellezza, ma quello che le accade quando lui suona.
In quel momento lei vede qualcosa e, come una falena con la luce, ne è irrimediabilmente attratta.

«Perché con la musica non si può mentire, non te lo permette.»

Ma Andrea non è una persona che scende a compromessi, né amante degli svaghi che interessano la rockstar.
Lotteranno con tutte le loro forze, si feriranno e faranno sgorgare acido da quelle ferite, ma creeranno anche uno spiraglio per la loro fusione, sempre che siano disposti a fondersi.
Il buio di Nat è terribile e la luce di Andrea accecante.
Come possono due realtà così opposte stare insieme?

Siamo entrambi vittime e carnefici di tutto questo, soggiogati dai nostri stessi corpi e dalla bramosia che ne scaturisce.

La storia è davvero molto bella, ma a renderla intensa è il magnifico stile di questa autrice che usa le parole come fossero miele e fiele insieme. Ti incanta, ti trasporta, ti ipnotizza e, sul più bello, ti atterrisce.
Ho amato questo romanzo alla follia, ho vissuto i tormenti di entrambi i protagonisti come fossero i miei e ho ascoltato tutti i brani consigliati all'inizio di ogni capitolo e accompagnati dalla citazione di una strofa della canzone stessa. Un preludio a ciò che si troverà all'interno.
Un'altra nota di merito va data ai dialoghi: superlativi. I battibecchi tra i due sono una pausa di respiro tra oscurità, sesso e ansia.
Un ritmo sempre incalzante, una scrittura fluida e intensa: un mix micidiale per un lettore, per me che l'ho letteralmente divorato!
Un romanzo meraviglioso e un'autrice, per me, da scoprire.

Pellegrini, you rock!



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