venerdì 5 maggio 2017

Recensione: "LA CLASSE DEI MISTERI" di Joanne Harris.





Genere: Giallo
Editore: Garzanti
Pagine: 426
Prezzo: € 9.99 (ebook)

Uscita: 17 novembre 2016










Sinossi:

I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?






In fondo, non c’è divertimento nell’infrangere le regole, a meno che non significhino davvero qualcosa. Correre nei corridoi non conta. Bisogna andare oltre le cose banali per arrivare alla roba divertente.
Ah, e non farti mai beccare, logico. Ecco la cosa più importante. Infrangere le regole è divertente solo se riesci a farla franca.

Dopo lo scandalo narrato ne La scuola dei desideri, l'antica scuola maschile di St Oswald sta cercando di risalire la china, con un nuovo Rettore e un'Unità di crisi in doppiopetto. Naturalmente, a Mr Straitley, anziano professore e lui stesso vecchio studente della scuola, la cosa non piace, soprattutto perché il nuovo rettore è John Harrington, ex allievo di una triade che non gli è mai piaciuta. Così, quando inizia a scontrarsi con lui, che cerca di rubare le ore del suo amato latino e di introdurre le ragazze della scuola gemella, non può far altro che tentare qualche futile rivolta. Ma dopo aver ricevuto il lascito di un ex collega, collegato a uno scandalo risalente a moltissimi anni prima e che aveva sfiorato Harrington e gli altri due compari, inizia a sospettare che ci sia un caso irrisolto e qualcuno che voglia arrivare a un ultimo atto.
Prima di tutto, questo è uno stand-alone, ma ci sono allusioni a La scuola dei desideri. Se avete intenzione di leggervi quest'ultimo, fatelo subito perché potreste spoilerarvi qualcosa. Se non è così, allora potete continuare tranquillamente.
Come al solito, Joanne Harris ha confezionato una storia impeccabile, con protagonisti a tutto tondo e realistici. Il doppio pov è gestito meravigliosamente.
Forse questo romanzo lascia molto meno spazio ad altri personaggi, che rimangono sullo sfondo quando avrei voluto che venissero alla ribalta, ma è probabile che ciò accada anche per i pov, uno ambientato in un passato non troppo chiaro (ci sono nomi in codice e non è ben chiaro fino alla fine chi stia scrivendo) e il professore, nel presente (2005), che è molto più occupato a pensare al passato che a cogliere aspetti vari della classe e dei suoi colleghi.
Senza parlare troppo del mistero, che è ben fatto, nonostante io debba ancora capire cosa facesse il colpevole nel presente come lavoro, questa è una meravigliosa ode alla scuola, quella fatta bene, senza troppe ingerenze genitoriali che spesso nuocciono più del resto. 
Joanne Harris descrive qualcosa che conosce bene, con affetto ma anche con oggettività, sfiorando temi come l'omosessualità, sia tra gli studenti che tra i professori, il genere di rapporto tra essi, l'essenza di un buon professore e il suo affetto per il luogo in cui insegna.

In loco parentis. Un tempo significava: «Comportati come un genitore ragionevole». Oggi praticamente nessuno sa cosa significhi. E poi, la maggior parte dei genitori oggigiorno non è affatto ragionevole. Sono litigiosi, legittimati a esprimere la loro opinione, creduloni, difensivi, maleducati e ossessionati dallo spendere bene i propri soldi. Come dice il Nuovo Rettore: non più genitori, ma clienti.

Si mostrano varie categorie di professori, a volte in maniera ironica, come i Doppiopetto, le Giacche di Tweed e gli Yogurt a basso contenuto di grassi, e di studenti, come gli Stanlioe Onlio & co, senza però farsene beffe pesantemente e con l'affetto di chi ormai li vede come la propria famiglia.
Oltre a tutto questo, si riflette sul fanatismo religioso, su problemi mentali non ben curati e sull'amicizia e i suoi segreti, che possono farci meravigliare di quanto in realtà non conosciamo le persone che più ci stanno accanto.

Con il personaggio giusto, posso nascondermi in piena luce. Posso fare tutto ciò che voglio purché mantenga le apparenze. Con il personaggio giusto, posso fargli fare qualsiasi cosa – ai miei genitori, a Poodle, a Goldie, agli insegnanti –, posso farli ballare come marionette.

L'unica pecca del libro è la traduzione, che non rende i giochi di parole.

Fino all'ultimo sono stata tenuta con il fiato sospeso, senza sapere contro chi puntare il dito o illudendomi di avere la risposta in tasca e per me questo significa trovarmi davanti a un ottimo giallo.





1 commento:

  1. Ciao Giorgia!!
    Questo libro l'ho prenotato in biblioteca, nonostante ci siano altre 10 prenotazioni prima di me... però non mi arrendo e aspetto di leggerlo! :)

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