lunedì 18 settembre 2017

Rercensione: "I COWBOY NON LO DICONO" di Tara Lain






Genere: M/M, Western
Editore: Dreamspinner Press   
Pagine: 200
Uscita: 22 agosto 2017
Traduttore: Claudia Nogara

                   
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Sinossi:  

Rand McIntyre ha deciso di accontentarsi nella vita. Ama il suo piccolo ranch in California e allevare cavalli, e adora insegnare a cavalcare ai bambini, ma per averne di suoi e avere accanto qualcuno da amare dovrebbe ammettere di essere gay, mettendo a repentaglio tutto quello che ha costruito. Poi, un giorno, nonostante la fobia degli aerei, va in vacanza con i genitori a Hana, nelle Hawaii, e conosce l’affascinante e misterioso Kai Kealoha, un autentico cowboy hawaiano. Rand si affeziona al fratellino e alla sorellina di Kai tanto quanto si infatua di lui, ma Kai sembra avere più aculei di un porcospino e più segreti dell’esotica terra da cui proviene.



Kai ha sempre mantenuto la sua riservatezza e vive per proteggere i suoi “bambini”. Per il bene di tutti dovrebbe starsene alla larga da quel bellissimo cowboy, ma visto che si tratta solo di un haole che sta facendo una breve vacanza, che potrebbe mai succedere? Quando le più terribili paure di Kai e gli incubi peggiori di Rand si avverano nello stesso momento, non c’è molta speranza per due cowboy che non possono, o non vogliono, dire di essere gay.













Quando penso alle Hawaii, le prime cose che mi vengono in mente sono: sole, mare, surf, le immancabili collane di fiori e Magnum P.I.! Non avrei mai pensato che alle Hawaii ci fossero i cowboy, pardon i paniolo!

Mi ritrovo spesso a dire nelle mie recensioni che si può sempre imparare qualcosa di nuovo anche dai romance, e quando non saranno più considerati letteratura di serie B, farò una standig ovation!

La mia conoscenza si è arricchita anche stavolta, e andando a ficcanasare sul web, come sempre, mi è venuta voglia di fare la valigia e partire – magari!- per le Hawaii... Maledetto 6 al superenalotto che non esce mai!



Questo è il secondo libro di Tala Lain che leggo e sono sempre più contenta che la Dreamspinner abbia deciso di tradurla in italiano, dandomi modo di conoscere un'altra autrice che mi sta entrando nel cuore.

La Lain ha dato un nuovo volto ai cowboy raccontandoci la storia tra il bellissimo ed esotico Kai, un paniolo delle Hawaii, e il gigante buono Rand, un metro e novanta di muscoli dal cuore tenerissimo, biondissimo, il perfetto esempio di un cowboy del sud, parlata strascicata compresa nel prezzo:



Io ho immaginato un cowboy e da allora vesto i panni di un certo Rand McIntyre. E ricorda di pronunciare il nome con la cadenza giusta, figliolo.”



Oltre al lavoro, i due ragazzi hanno anche un segreto in comune, che tengono nascosto alle rispettive famiglie e conoscenti:



“C’è solo un piccolo problema: sono gay da sempre, e un cowboy non può dirlo a voce alta. E questo implica cosa? Che sono da solo. E che lo sarò per sempre. Non sei l’unico cowboy gay.”



I motivi che spingono i due a non dichiararsi sono diversi: Rand ha paura di perdere il ranch che ha costruito con tanta fatica, i clienti e i suoi fidati collaboratori; Kai ha paura di perdere gli adorati fratellini che segretamente mantiene da quando era solo un ragazzino:



“Era il proprietario di un ranch. Sì, era un’attività rivolta più che altro ai turisti della dorata terra della California, ma era comunque un cowboy, e non erano molti quelli che ammettevano di essere gay. Sindrome da Brokeback Mountain o qualcosa del genere. Passa tutta la vita a far finta di essere qualcosa che non sei, e poi muori. Tirati su, McIntyre.”

Rand mi ha conquistato subito: è grande e grosso, ma tanto insicuro e con tanta paura di uscire allo scoperto, anche con i genitori che, letteralmente, lo adorano; sì, la madre è un tantino pesante col suo insistere a volerlo accasare con ogni donna che passa, ma sapevo fin da subito che lo avrebbero accettato per quel che è.

Kai, invece, è semplicemente da ammirare: quello che ha sacrificato per la felicità dei suoi fratellini è indescrivibile, ti spezza il cuore. Altrettanto struggente è vedere una bambina di dodici anni comportarsi meglio degli adulti. Lani è una piccola grande donna, una bambina costretta dalla vita a maturare troppo in fretta. Come il fratello maggiore ha un debole per i cavalli e un talento innato per stare in sella, è naturale, perciò, che Rand perda la testa per questa giovane amazzone:



Ho davvero adorato le mie lezioni, zio Rand.” Lani gli regalò un sorriso che però riusciva a trasmettere più tristezza dei singhiozzi di tanta gente. “Ne sono felice, Lani.”Merda, devo andarmene di qui prima che mi si spezzi il cuore.

Se pensate di aver ormai già letto tutto sui cowboy, date ugualmente una possibilità a questa storia, anche solo per la particolare ambientazione, non ne rimarrete assolutamente delusi, e sono altresì convinta che tutte le emozioni, regalatemi dai personaggi, colpiranno anche tutti voi.

Il libro è autoconclusivo, Rand e Kai hanno avuto il loro happy ending, ma c'è già un seguito disponibile in lingua, ovviamente, il cui protagonista è il personaggio che si dichiara a Rand proprio alla fine di questo primo volume, lasciandolo letteralmente senza parole, perché come dice bene il titolo: I cowboy non lo dicono...







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