lunedì 2 ottobre 2017

Recensione: "IL LEONE DI ROMA" di Adele Vieri Castellano





Genere: Storico
Editore: Amazon Publishing 
Prezzo: € 3,99 ebook
Uscita: 26 Settembre 2017



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Sinossi:  
Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri. Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata. Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il Leone di Roma, ama e vuole proteggere…



La serie "Roma Caput Mundi" è così composta:
0,5
 - Roma 39 d.C. - Marco Quinto Rufo (Prequel)
3 - Roma 46 d.C. - Vendetta
4 - IL LEONE DI ROMA




L'autrice:
Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. Destino d’Amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C. Cuore Nemico (2012) Roma 39 d.C., Marco Quinto Rufo (2013), Il Gioco dell’Inganno (2013), ambientato a Venezia nel 1796 e Il Canto del Deserto (2015), ambientato in Egitto nel 1871.
In self-publishing ha pubblicato una raccolta di racconti storici La Legge del Lupo e altre Storie.
Con EmmaBooks, editore femminile digitale, ha pubblicato un Romantic Suspense nel giugno del 2014, Implacabile, il primo libro della serie Legio Patria Nostra (in cartaceo in self-publishing).
Un suo racconto contemporaneo è nelle antologie Gli uomini preferiscono le befane e Voci a Mater, sempre di EmmaBooks.
Il primo romanzo della serie Roma Caput Mundi, Roma 40 d.C. Destino d’amore, è stato pubblicato nel 2014 anche in Portogallo. 



 Dopo una lunga attesa è arrivato finalmente il momento di leggere del Leone di Roma Massimo Valerio Messalla, un uomo tutto d'un pezzo, un nobile fiero ma umile, un condottiero fenomenale:

«Conosco la guerra, la mia casa sono i campi di battaglia; il mio gladio, il mio scudo e il mio cavallo sono le uniche cose che so non mi tradiranno mai. Non so nulla del carattere delle donne, della loro dolcezza, né sento il desiderio di imparare.»

Messalla è il sunto di tutti i protagonisti già apparsi in questa saga. Attrae l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine, in quel prologo straziante che fa temere il peggio.
Ottavia è stata una rivelazione! Una donna insolita per l'epoca, dotata di una mente fine e intelligente, portata per la matematica, l'astronomia e la letteratura:

Non era a suo agio con le persone, non trovava mai le parole giuste nelle rare occasioni in cui il padre le permetteva di incontrare i suoi ospiti. Preferiva leggere, vivere le vite descritte dai poeti, dagli storici o dai sapienti.”

Ho sempre amato la storia antica ai tempi della scuola, non mi pesava assolutamente come materia, anzi! Sono cresciuta divorando libri su i miti e leggende della cultura ellenistica ed egiziana, dulcis in fundo sono da sempre innamorata di Roma e del suo glorioso passato.
Per chi non ricordasse bene la storia, avere a che fare con una donna come Ottavia all'epoca era praticamente una rarità: le donne non avevano la possibilità di avere un'istruzione come noi la intendiamo oggi. Non potevano studiare, maneggiare denaro, girare da sole per la città, specialmente se di nobili origini. Erano “allevate” per diventare buone madri, contrarre matrimoni prestigiosi in modo da dare lustro alla famiglia e, soprattutto, obbedire docilmente prima al pater familias e poi al marito... Io avrei dato sinceramente di matto!
Da questo punto di vista ho sempre più apprezzato la cultura egiziana: in Egitto le donne avevano molto più potere e godevano di molto più rispetto.
E come a confermare questa cosa, ecco il pensiero di Massimo su Ottavia sin dal primo incontro:

Un’erudita, una specie da evitare come una malattia incurabile, pensò Massimo.”
Il cuore di Messalla è stato messo a dura prova fin dall'adolescenza: ha perso da ragazzo quello che considerava il suo unico grande amore, e ora è divento freddo e d'acciaio. Il suo carattere e il suo fisico sono stati forgiati da un duro addestramento militare e dal deserto egiziano. Non sa più cosa vuol dire amare, conserva gelosamente il ricordo di quell'unico amore perso, ma non è di certo un monaco! Insieme al suo compagno d'armi, nonché migliore amico, il principe germanico Raganhar, non ha condiviso solo la gloria della battaglia, ma anche le gioie dei lupnari:

La curiosità aveva avuto il sopravvento sulla cautela di entrambi, giovani uomini introversi, solitari, intelligenti, divisi dalle proprie origini. Aveva fatto accendere una prima scintilla di fiducia e stima. Si erano visti e piaciuti in quel modo tutto maschile di intendere amicizia, cameratismo e complicità. Si rispettavano e lo avevano fatto dal primo istante in cui i suoi occhi verdi e baldanzosi di barbaro si erano fissati in quelli azzurri, distanti, del Romano.”

Raganhar ha avuto su di me un fascino particolare e durante la lettura il mio pensiero più di una volta è stato catturato più da lui che da Messalla. Saranno forse i suoi occhi del colore delle foreste germaniche, oppure il suo aspetto rude e selvaggio, oppure la passione che in tutti i modi cerca di non provare per la bellissima Giulia Urgulania, che non sembra mai trovare pace.
Questi due personaggi “minori” per me hanno rischiato di rubare la scena alla coppia principale e nutro ancora la speranza che un giorno la Castellano decida di dedicare loro un libro: anche solo una novella mi andrebbe bene – operazione stalking iniziata!
Anche Giulia, come Ottavia, di cui è intima amica nonché una specie di madrina, è una donna romana molto particolare, che ha saputo trarre ogni vantaggio possibile dalla sua condizione di matrona e che ora non vuole più dipendere da un uomo:

«Non aspettarti mai niente da un uomo. Soprattutto che la pensi come te, che ti capisca, che provi le tue stesse emozioni. Sembrerà strano ma, pur vivendo entrambi sulla Terra, al mondo non ci sono esseri più diversi.» «...L’amore è un sentimento raro e prezioso, mia cara bambina, non tutti hanno il privilegio di goderne o di essere ricambiati.»


Il libro come sempre è magistralmente scritto; la parte romantica si amalgama alla perfezione con le scene d'azione, agli intrighi di palazzo, ma senza prevaricarlo. L'ambientazione storica è accurata e dettagliata. La ricerca compiuta da questa autrice è qualcosa di eccezionale; non ci si improvvisa autrici di storici senza fatica, sudore e giorni spesi sulle cronache romane arrivate sino a noi da un lontano passato.
Sento spesso dire che le donne dovrebbero scrivere solo romanzi d'amore per la loro natura sognatrice, materna, delicata, ecc..., ecco perché per me la Castellano, come altre sue colleghe, dimostra invece che le donne sono capaci di tutto e che, se la storia fosse stata scritta da loro, ora sarebbe molto diversa.
Spero sinceramente che la signora Castellano decida di fare qualcosa riguardo alla “presunta” fine di questa serie: anche se ci volessero ancora un paio d'anni io sarei disposta ad aspettarla, e voi? 





 In questo capitolo della saga romance-storica sull’antica Roma ideata dalla Castellano lo scenario si sposta in Egitto. È stato affascinante immaginare come potesse essere Alessandria, il deserto e la vita all’epoca: mi sono lasciata trascinare dalla natura, dalle sensazioni, dalle architetture, dalla cultura. Mi ha colpita soprattutto il fermento scientifico. Come sempre, ho trovato interessanti i riferimenti religiosi, che per tutta la serie sono stati attinenti e ben argomentati.
La resa psicologica dei personaggi è come sempre perfetta. Mi hanno intrigato le personalità di tutti, principali e secondari, buoni e cattivi. L’attenzione è centrata sulla coppia protagonista: Massimo Valerio Messalla e Ottavia Lenate.
Massimo mi ha colpito dalla sua apparizione nei libri precedenti. Con questo libro mi ha completamente conquistata. Lo reputo uno dei personaggi maschili più complessi della serie. Lo abbiamo lasciato irrequieto e scapestrato. Da allora è stato forgiato, il potenziale è emerso in tutto il suo carisma: è diventato un guerriero letale, inflessibile, dal forte senso dell’onore. Ma l’anima è rimasta inquieta, ardente e sensibile, la mente colta e appassionata di cultura.
Ottavia l’ho rivalutata durante la lettura, fino a considerarla una delle figure femminili meglio riuscite della serie. La sua indole è stata contenuta dalla famiglia, dalla mentalità dell’epoca, dall’innocenza della giovane età. Si è dovuta adeguare, nascondendo le sue propensioni e pulsioni. Cela, infatti, una natura intrepida, che si riflette nel suo essere curiosa, assetata di sapere, erudita.
Costretti a un matrimonio combinato, Ottavia e Massimo imparano ad amarsi. Il percorso come coppia si snoda soprattutto sul piano psicologico, da un lato perché devono partire dalle basi del rapporto, superando le insicurezze e le diffidenze, dall’altro perché entrambi hanno un’inclinazione razionale, soprattutto lei. Su questo fronte, è interessante l’ammirazione di Massimo per la mente brillante di Ottavia, il suo esortarla a esporsi senza timore.
Non manca la sensualità. L’inizio è cauto, perché la situazione viene accolta come dovere. Ho adorato il comportamento di Massimo: mostra delicatezza e attenzione verso la moglie, anche se non la accetta. Lei subisce il fascino di Massimo, anche se non tollera la sua tempra. La semplice infatuazione di lei e la resistenza sentimentale di lui si evolvono, fino a esplodere nella passione dell’amore.
Assistere alla conquista reciproca del cuore è stato avvincente: è una danza psicologica, oltre che sensuale, che si fonda su presupporti diversi da quelli incontrati nella serie fino ad ora.
Durante la narrazione emerge un’altra coppia: Raganhar e Giulia Urgulania.
Ho adorato il legame autentico e cameratesco tra Raganhar e Massimo. Anche l’indole dell’ex principe germano è stata plasmata. Non ha perso lo spirito con cui lo abbiamo conosciuto, tipico della sua gente e del ruolo che aveva tra i Germani. Questo spirito è stato affinato per diventare uno strumento al servizio del guerriero che è diventato. Ma se il carattere di Massimo è ombroso, Raganhar può essere considerato il suo opposto, il sole.
Persino Giulia è stata modellata dalla vita che le è stata riservata. Ormai conosciamo bene lei e le sue vicende. In questo volume viene finalmente analizzata la sua personalità, o meglio, ciò che è diventata. Il suo è un ritratto intenso: è una donna matura, affascinante, volitiva, passionale e perspicace, con ferite nell’anima che non riesce a sanare.
Purtroppo il rapporto tra Raganhar e Giulia non è ben eviscerato. Infatti, sembra che proceda troppo rapidamente e il piano psicologico è affrontato in modo marginale. Ciò che accade al loro legame è adeguato a questa incertezza narrativa.
Non ho apprezzato in pieno la scelta dell’autrice di affrontare due coppie: entrambe avevano bisogno di un’analisi approfondita, ma si sono tolte spazio a vicenda. In particolare, incentrarsi su quella principale ha sacrificato l’evoluzione del rapporto tra Raganhar e Giulia.
Mi sono piaciuti i personaggi secondari. I cattivi di turno sono all’altezza delle aspettative e della Storia: scaltri, spietati, sensuali, spregiudicati. Appaiono poco, ma sono sempre al centro dell’attenzione, tanto che, come lettrice, ho dovuto sopportare una lenta agonia nell’aspettare l’ultima, inevitabile mossa.
Il ritmo è lento perché la storia è più corale e scandaglia le emozioni dei personaggi, ma ovviamente non mancano le avventure, condite dalla sensualità, da colpi di scena e da scontri feroci, che promettono violenza. Tuttavia, reputo il finale troppo rapido, in contrasto con la lentezza dell’impianto narrativo e del ritmo.
Lo stile adatta la fluidità attuale al contesto storico, coinvolgendo il lettore.
De Il leone di Roma mi hanno conquistato l’ambientazione suggestiva, le peripezie, i personaggi carismatici con le loro insicurezze, la sensualità. Ciò nonostante risente delle incertezze riscontrate. Peccato… Spero che non sia l’ultimo tassello della serie e che l’autrice regali altre emozioni!



1 commento:

  1. notizia fantastica!!! lo aspettavo da tempo
    grazie
    Valeria

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